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Politica

TAVOLO PER ROMA, CALENDA VS RAGGI/ “Va chiuso, sindaco arrogante e incompetente”: la delusione delle categorie

Calenda contro Raggi, il ministro dello Sviluppo attacca la sindaca di Roma ed annuncia la chiusura del Tavolo. La replica del sindaco, "solo un bluff pre-elettorale"

Carlo Calenda contro Virginia Raggi (LaPresse)Carlo Calenda contro Virginia Raggi (LaPresse)

Calenda vs Raggi, il rilancio dell’imprenditoria di Roma fallisce. E la chiusura del tavolo promossa dal ministro allo Sviluppo Economico è un duro colpo per la Capitale e c'è grande delusione anche nel mondo delle professioni. Le frecciatine politiche, soprattutto in campagna elettorale, tra Partito Democratico e Movimento Cinque Stelle chiamano in causa infatti anche le categorie. Intervistato da Il Fatto Quotidiano, il presidente di Confartigianato Mauro Mannocchi ha commentato così la fumata nera tra Carlo Calenda e Virginia Raggi: “Abbiamo assistito a 5 mesi di reciproca strumentalizzazione per motivi politici. Non c’è stata la volontà da parte degli attori in campo di riconoscere adeguati poteri alla città e allo stesso tempo di proporre progetti adeguati al tessuto produttivo e alla vocazione del territorio. Il resto l’ha fatto la campagna elettorale”. (Agg. Massimo Balsamo)

LE ASSENZE DELLA SINDACA

Sono tante e “irritanti” - come già più volte aveva detto in passato il Ministro Calenda - le assenze del sindaco Raggi al Tavolo per Roma convocato per prima delle elezioni e che oggi il responsabile del Mise intende “chiudere” per esasperazione e mancanza di serietà da parte del Campidoglio. Le accuse sono molto pesanti, ma avrà gioco facile Calenda a replicare all’accusa della Raggi che gli ha dato del “bluff pre-elettorale”: il ministro è infatti da mesi che insiste nel cercare un contatto con il sindaco per poter realmente rilanciare un serio piano per Roma, avversità politica a parte. Finora però pare che qualsiasi tentativo sia finito male, anzi non si neanche quasi cominciato. Come ha scritto Calenda nella lunga lettera uscita dal Ministero dello Sviluppo Economico, «mentre al ministero un team di 20 persone erano state messe a lavorare per lei e per Roma, il sindaco Raggi si distingueva per una totale assenza, proposte a dir poco stravaganti e richieste assurde». Non solo assenze e “ritardi” del tutto ingiustificati, secondo Calenda il sindaco M5s ha spesso fatto affermazioni senza riscontro: «ha dichiarato di aver finanziato con risorse proprie gli interventi di priorità semaforica, quando in realtà erano stati stanziati 14 milioni dalla Regione. Lo stesso è avvenuto con i 162 milioni di euro che il ministero ha reso disponibili per la riqualificazione scolastica, che però non si possono spendere fino a che il comune non ne aggiungerà 88 come partner del progetto». (agg. di Niccolò Magnani)

LA REPLICA DELLA RAGGI

Il ministro dello Sviluppo Economico non le ha mandate a dire e ovviamente nel giro stretto giro arriva la risposta della sindaco di Roma Virginia Raggi: «È bastato chiedere contezza del miliardo annunciato e mai stanziato dal MISE per scoprire che quello di Calenda è soltanto un bluff pre-elettorale. Per Roma, il Tavolo va avanti. Tutti siamo utili, nessuno è indispensabile: far finta di non capirlo è la vera arroganza. È scorretto prendere in giro con false promesse i cittadini e le aziende soltanto per qualche titolo di giornale». Nel messaggio apparso su Facebook dopo la lettera di Calenda al Messaggero e le parole molto dure del Mise sulla prima cittadina della Capitale, la Raggi accusa il ministro di parlare troppo e “concludere poco”. «Chi realmente vuol impegnarsi, lavora in silenzio. Il Comune ha partecipato a più di 60 incontri con il Mise senza fare tanta pubblicità. Sottolineo che, invece, nel corso delle ultime settimane il Mise è passato con estrema disinvoltura dall’annunciare di voler assegnare tre miliardi di euro a Roma, poi è sceso a due; questa mattina ne ha promesso uno e nel pomeriggio, indispettito, ha deciso di toglierli tutti. Fondi che, alla prova dei fatti, sembrano non esistere». La “guerra” non finisce, anche perché le elezioni si avvicinando e lo scontro Pd-M5s non è certo pronto a diminuirsi…(agg. di Niccolò Magnani) 

“SINDACO INCOMPETENTE E ARROGANTE”

Non accenna a placarsi il fitto botta e risposta tra il Ministro dello Sviluppo, Carlo Calenda e il sindaco di Roma, Virginia Raggi. Al centro del dibattito continua ad esserci il Tavolo per Roma, che lo stesso Calenda ha deciso di chiuderlo come "unica strada per evitare di continuare a sprecare tempo e risorse". Una decisione, come spiega Repubblica.it, alla quale il ministro è giunto alla luce di "un combinato disposto di incompetenza e arroganza" manifestato dalla Raggi e che, per Calenda, rappresenterebbe qualcosa di "mai sperimentato" prima. Le sue dichiarazioni giungono in seguito alla polemica che era sorta dopo una lettera che il ministro aveva indirizzato alla prima cittadina e pubblicata sul Messaggero, nella quale Calenda sottolineava i mancati progressi in merito ai fondi messi a disposizione dal Governo ma mai impiegati dall'amministrazione Raggi per la sua città. Secondo il ministro dello Sviluppo, questo avrebbe mandato in fumo un miliardo di euro, dunque uno spreco enorme nell'ottica di un progetto che aveva visto l'apertura del Tavolo per Roma, appunto, in accordo con Comune, Regione e Governo ed atto a rilanciare la Capitale. "Ormai leggo prima le sue lettere sui giornali poi quelle che arrivano a me. Mi stupisce, forse neanche tanto che a due settimane dal voto si torni a promettere un miliardo per Roma, dopo cinque anni in cui il Governo si è assolutamente dimenticato della Capitale", aveva commentato la Raggi, smentendo la presenza reale dei soldi indicati dal ministro.

CALENDA CONTRO RAGGI: TAVOLO PER ROMA SI CHIUDE, LE PAROLE DEL MINISTRO

L'ultima replica di Virginia Raggi sull'inesistenza del miliardo paventato da Carlo Calenda ha contribuito a riaccendere gli animi, al punto da spingere quest'ultimo a chiudere il Tavolo per Roma. "Ho lanciato questo tavolo su richiesta dei sindacati con spirito propositivo. Ho più volte dichiarato sin dall’esordio che i problemi di Roma vengono da lontano e che non sono imputabili all’attuale amministrazione", ha scritto in una nota il ministro dello Sviluppo. A sua detta, non solo i fondi messi a disposizione da Governo e Regione, ma anche un team di 20 persone espressamente disposto dal Mise per i progetti previsti dal Tavolo sarebbero andati in fumo. "Dopo mesi scanditi da una totale assenza della sindaca e da proposte a dir poco stravaganti e richieste assurde formulate anche sulla base di errori di aritmetica, mi pare che non ci sia più alcun senso nel continuare questo lavoro", ha aggiunto Calenda, lasciando poche speranze sui suoi futuri propositi in merito. Alla luce delle pratiche e delle parole della Raggi, secondo Calenda la stessa sindaca non avrebbe bisogno di aiuto. "Speriamo per la città che sia così", si è augurato, lasciando intendere la fine della collaborazione con l'attuale amministrazione.

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