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Politica

Di Maio: “Io premier e governo M5s o si torna al voto”/ Alleanze? “Nessuno si è fatto avanti”

Di Maio, "no a governo di tutti, M5s non teme il voto": il candidato premier grillino dice no ad un esecutivo di stampo istituzionale. Poi attacca pesantemente il ministro Padoan...

Luigi Di Maio (foto da Lapresse)Luigi Di Maio (foto da Lapresse)

Un governo M5s o si torna alle urne: ad agitare lo spauracchio delle elezioni è Luigi Di Maio, intervenuto oggi in conferenza stampa davanti ai giornalisti stranieri. All'indomani della Direzione Pd, che ha chiuso ad un'alleanza con il Movimento 5 Stelle, i vertici pentastellati non hanno più imbarazzo nel rivendicare il governo, né nel minacciare il ritorno al voto. Del resto sarebbe come un ballottaggio tra Movimento 5 Stelle e Lega. A poco più di una settimana dal voto, Di Maio manda segnali all'Europa e al Quirinale, anche perché nessuna reale trattativa per formare il nuovo governo è cominciata. «Nessuno si è fatto avanti», ha ammesso il capo politico grillino. Nessun partito, cioè il Pd, ha risposto all'appello che ha lanciato. Ed è per questo che Di Maio spinge per Palazzo Chigi. La voglia di salire è tanta, così come la preoccupazione nel vedere un traguardo lontano. Su Di Maio premier non si tratta, ma - al di là delle dichiarazioni ufficiali - si è invece disposti a ragionare sulla squadra di governo e sui temi. Lo sguardo resta rivolto al Pd. (agg. di Silvana Palazzo)

L'ATTACCO A PADOAN: “IRRESPONSABILE, AVVELENA I POZZI”

Dopo la conferenza stampa a Strasburgo di Matteo Salvini tocca a Luigi DI Maio parlare con i giornalisti della stampa estera. Il candidato premier del M5s ha approfittato dell'occasione per esprimersinegativamente sull'ipotesi di un governo del presidente che preveda al suo interno formazioni diverse da quella pentastellata, dando vita di fatto ad un esecutivo di unità nazionale. Queste le parole di Di Maio, riportate da La Repubblica:"Noi non contempliamo nessuna ipotesi di governo istituzionale e di governo di tutti, gli italiani hanno votato un candidato premier, un programma e una squadra". Diverso, secondo Di Maio, il discorso relativo ai presidenti di Camera e Senato:"Le presidenze delle Camere non riguardano la questione del governo, non devono essere legate a dinamiche di governo, ma sono figure di garanzia che riguardano il Parlamento". Per quanto riguarda il governo, dunque, Di Maio e il Movimento 5 stelle chiudono all'ipotesi alleanze:"Non siamo disponibili a immaginare una squadra di governo diversa da quella espressa dalla volontà popolare: c'è stata una grande investitura".

Il capo politico dei pentastellati spera così di ottenere un appoggio incondizionato dalle altre forze politiche:"Undici milioni di italiani si sono espressi sul nostro programma. Siamo aperti al dialogo sui temi che interessano l'Italia, nessuno al momento si è fatto avanti. Chiediamo responsabilità. Gli italiani hanno dato un forte segnale post-ideologico. Il nostro programma non è mai stato estremista. La volontà popolare è sacra. I punti di programma rimangono quelli". Nessuna paura, dunque, che questa strategia porti il Paese a nuove elezioni:"Più vado in giro per il Paese sempre più gente si convince che il M5s è l'unica speranza per portare il Paese fuori da baratro delle dinamiche del partito. Siamo inesorabilmente destinati a crescere. Alle forze politiche dico: fatevi avanti con i temi, e diteci cosa volete fare per gli italiani. Non per il vostro partito".

DI MAIO, "PADOAN IRRESPONSABILE, AVVELENA I POZZI"

Luigi Di Maio ha parlato anche di economia nella conferenza con la stampa estera e in questo senso è stato durissimo l'attacco portato nei confronti del Ministero del Tesoro, Pier Carlo Padoan. Queste le parole del leader pentastellato, riportate da La Repubblica:"Irresponsabile il ministro Padoan che oggi a Bruxelles ha risposto 'non so' sul pericolo di instabilità. Quasi una provocazione, sembra che pensi 'ora che vado all'opposizione avveleno i pozzì dicendo che c'è instabilità'. Tutti quanti dobbiamo avere responsabilità". A difesa di Padoan è intervenuto il segretario reggente del Pd, Maurizio Martina, che ha definito le parole di Di Maio "arroganti e per niente utili all'Italia. Altro che responsabilità. Insulta il ministro dell'Economia che ha garantito la tenuta del Paese e la sua ripartenza per poi predicare dialogo: una farsa. Di Maio dovrebbe accorgersi che il tempo della propaganda è finito".

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