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Politica

RISULTATI LOMBARDIA ELEZIONI REGIONALI 2018/ Diretta, vince Attilio Fontana: "Sarò il presidente della gente"

Risultati Elezioni Regionali Lombardia 2018, oggi 5 marzo 2018: exit poll e voti reali per i candidati alla presidenza della Regione Fontana e Gori, le ultime notizie

Elezioni Regionali Lombardia 2018, Attilio Fontana (LaPresse)Elezioni Regionali Lombardia 2018, Attilio Fontana (LaPresse)

Le nuove proiezioni sull'esito delle Regionali lombarde danno vincitore Attilio Fontana. La percentuale di consensi sfiora il 50%, un risultato storico, considerando il distacco dal Maroni del 2013. Il sindaco dem Giorgio Gori si ferma al 29,5%, e Dario Violi non supera il 20. Il campione scrutinato, per ora, è di circa l'86%. "Le scelte politiche fatte da Salvini e l'impostazione di questa campagna mi hanno aiutato", dichiara Fontana in conferenza stampa. "Il merito maggiore è della Lega e di Salvini, su questo non ci sono dubbi. Non bisogna nascondere che le regionali abbiano avuto un traino dalle politiche. Mi arrogo il piccolo merito di essere stato tra la gente in questi due mesi. Se il fisico me lo consente, continuerò a farlo". Complimenti per Giorgio Gori: "Si è comportato correttamente, e vorrei ringraziarlo per questa bella competizione". [agg. di Rossella Pastore]

GLI ULTIMI DATI

Quasi trenta punti di distacco tra Attilio Fontana (Lega) e Giorgio Gori (Pd): il centrodestra segna una vittoria nettissima, con quasi il 54% delle preferenze. Delusione a metà per i renziani, che vincono in Lazio e perdono in Lombardia. Per Fontana, "è stata una campagna elettorale faticosa ma bella". Lo strascico è similare in entrambe le Regioni, con la rielezione di Zingaretti nel Lazio e la riconferma della Lega in Lombardia. Al Nord, la supremazia della destra dura da 23 anni: "E' sulla base di questi numeri che riprenderemo un cammino di buon governo, ma con la grande novità della riforma per l'autonomia". La prima uscita pubblica da Presidente della Regione risale a poche ore fa. In conferenza stampa, Fontana fa notare il "clamoroso distacco" dal concorrente del centrosinistra. Tra le prime domande, anche quella sull'infelice uscita della "razza bianca": "Non posso che ribadire di aver commesso un errore per cui ho ripetutamente chiesto scusa". [agg. di Rossella Pastore]

VITTORIA DI FONTANA

Lunghe code ai seggi e affluenza elevata per le elezioni lombarde, ancora dominate dalla Lega di Attilio Fontana. Niente da fare per Giorgio Gori (Pd): il centrodestra governa la regione dal '94, ed è destinato a farlo ancora per cinque anni. Gli scrutini non sono ancora terminati, ma l'ex sindaco di Varese è già dato vincitore. Il risultato è storico: le preferenze svettano al 53%, dato nettamente superiore a quello di Roberto Maroni (2013). E' una Lega in forma, che con il 33% quasi doppia i voti di Forza Italia. Salvini ne esce vincitore: i rapporti di forza si capovolgono, tanto nella coalizione quanto in un possibile governo. Anche il dato affluenza lascia ben sperare. Il 72,51% dei cittadini si è recato a votare, cinque punti in più rispetto alla percentuale laziale. A vincere sarà il candidato più votato: il sistema è in prevalenza maggioritario, mentre il meccanismo proporzionale si limita al consiglio regionale. [agg. di Rossella Pastore]

I dati in tempo reale sulle Elezioni Politiche 2018 e le Elezioni regionali in Lombardia e in Lazio - Live & Affluenza - Proiezioni & Exit Poll - Risultati Camera UninominaleCamera ProporzionaleSenato UninominaleSenato ProporzionaleLazio. 

I DATI PARZIALI

Sono 1028 le sezioni scrutinate sulle 9.227 lombarde, dove il candidato presidente del Carroccio segna un netto 52,49%. L'avversario di centrosinistra Giorgio Gori si ferma al 27,53%; il candidato pentastellato Dario Violi segna solo il 16,23. Marginale il risultato di Onorio Rosati (LeU), all'1,79%. La Lega vince anche la sfida dei partiti, con un ottimo 31,94%. Seguono Forza Italia, al 14,40%, Fratelli d'Italia, al 3,81%, e la lista Fontana Presidente, all'1,3%. Rispetta le aspettative Fitto di Noi con l'Italia, che non spicca con il suo 1,17%. Niente da fare per Energie per la Lombardia e Partito Pensionati, sotto quota 1%. Nel centrosinistra, il Pd ottiene il 18,94; la lista Gori Presidente, il 2,83. I dati di +Europa rispecchiano quelli nazionali, con l'1,54% delle preferenze. Seguono a ruota Lombardia per le autonomie (1,32), Italia Europa insieme (0,54%), Civica Popolare (0,45) e Lombardia Progressista (0,22). Il Movimento 5 Stelle supera il 16%, LeU non arriva al 3. Male anche gli estremismi di CasaPound (0,93), Sinistra per la Lombardia (0,68) e il Grande Nord (0,27). [agg. di Rossella Pastore]

LA VITTORIA DELLA LEGA

Non sono ancora definitivi i risultati delle Elezioni Regionali 2018 in Lombardia, ma Attilio Fontana ha la vittoria in tasca. Quando le sezioni scrutinate sono 1028 su 9.227 il candidato presidente di centrodestra ha il 52,49% delle preferenze, mentre il suo avversario di centrosinistra Giorgio Gori si ferma al 27,53%, Dario Violi del M5s al 16,23%, Onorio Rosati di Liberi e Uguali all'1,79%. Per questo Fontana parla già da governatore della Lombardia: «Abbiamo voglia di partire subito e appena ci sarà la possibilità affronteremo i problemi. Parleremo di lavoro, sanità e trasporti». L'esponente di centrodestra ha rivelato di aver sentito il predecessore Roberto Maroni: «Mi sono sentito anche 10 minuti fa e, al di là passaggio formale che ci sarà fra una ventina di giorni, avremo una serie di incontri per parlare delle questioni principali sul tavolo. Il problema principale che sentono i cittadini è quello del lavoro». Fontana ha ringraziato il segretario della Lega Matteo Salvini, a cui ha attribuito un effetto “traino”. (agg. di Silvana Palazzo)

FONTANA BATTE GORI, MANCA CONFERMA

Le ultime proiezioni di Opinio Rai con copertura al 70% vedono il prossimo, ormai, presidente della Lombardia aumentare il proprio vantaggio sul diretto inseguitore e rivale del Centrosinistra Giorgio Gori. I numeri confermano ormai quello che solo un ufficialità matematica servirà a rendere definitivo in Lombardia: a seguire alla guida della Regione dopo Roberto Maroni ci sarà Attilio Fontana, in vantaggio con il 45,9% dei voti contro il 31,1% di Gori, io 18,4% di Dario Violi del M5s e il 2,4% di Onorio Rosati di Liberi e Uguali. La maggioranza in Lombardia non è un problema, non solo per effetto della legge elettorale lombarda, ma per la forbice di vantaggio che di fatto renderà il successo del Centrodestra più grande addirittura dell’ultima tornata 5 anni fa, quando Ambrosoli arrivò vicino 4 punti percentuali dal vincitore ex ministro degli Interni. Oggi Gori paga forse più un calo netto del Pd a livello nazionale che non una personale sconfitta in campagna elettorale: di certo, con fuori gioco Maroni, ci si attendeva un risultato migliore dall’ex direttore di Italia 1. (agg. di Niccolò Magnani)

FONTANA PARLA GIÀ DA VINCITORE

Torna a salire a quota 43% il consenso attribuito ad Attilio Fontana (centrodestra), in base alla quarta proiezione di Opinio Italia. Sale al 33,2% anche la quota di consensi attribuiti a Giorgio Gori, candidato alla presidenza del centrosinistra. Continua a perdere terreno Dario Violi, candidato M5S, che scivola al 18,3% e in discesa appaiono anche i consensi attribuiti a Rosati (LeU), che si ferma al 2,4%. A livello di spoglio dei voti, dopo le prime 100 sezioni scrutinate su 9.227, Fontana raccoglie il 54,76%; Gori segue molto staccato a quota 24,81%, ma conserva un ampio vantaggio, di quasi otto punti percentuali, su Dario Violi (candidato M5S),che si attesta al 16,89%, mentre Rosati racimola solo l’1,69%. Arriva il primo commento del candidato del centrodestra, Attilio Fontana: "Mi sembra un buon risultato. Grazie ai lombardi che hanno partecipato al voto in maniera così massiccia e hanno fatto questa scelta". "Si prospetta una vittoria storica della Lega, in particolare in Lombardia - ha aggiunto il segretario lombardo della Lega, Paolo Grimoldi -. Gori non pervenuto, aspettiamo la sua telefonata per riconoscere la sconfitta".

AUMENTA IL VANTAGGIO DI FONTANA

Aumenta il vantaggio di Attilio Fontana su Giorgio Gori nella corsa alla poltrona di presidente della Regione Lombardia. In base alla terza proiezione, condotta da Opinio Italia per la Rai, il candidato della coalizione di centrodestra ha visto crescere di oltre tre punti percentuali i consensi a lui accreditati, toccando quota 42,3%. In calo, invece, i consensi attribuiti al rivale di centrosinistra: Gori scende al 32,6%. Sotto il 20% finisce Violi, il candidato del Movimento 5 Stelle, che scivola al 19,7%. Nettamente staccato Onorio Casati, candidato governatore da Liberi e Uniti, che è ancorato poco sopra al 2% (2,2%). Intanto proseguono gli scrutini nei seggi: dopo 55 sezioni Fontana, in lieve calo, raccoglie il 56,39% dei voti, Gori cresce leggermente conquistando il 25,05%, mentre Violi sale al 15,10% e Rosati si ferma all1,55%.

FONTANA PARLA GIÀ DA VINCITORE

Primi risultati sulle Elezioni Regionali in Lombardia, seppur siamo ben lontani dai dati definitivi. Le prime proiezioni Swg per La7 vedono il candidato del centrodestra in netto vantaggio. La seconda proiezione conferma infatti il grande vantaggio di Attilio Fontana, che si avvia verso la presidenza della regione. L'istituto demoscopico ha però fatto presente che ci potrebbero essere nelle prossime ore delle variazioni significative, visto che lo scrutinio nella città di Milano sta andando molto a rilento. La Lega parla già di «vittoria storica». Il candidato del centrodestra Attilio Fontana ha ringraziato i lombardi che hanno partecipato al voto: «Mi sembra un buon risultato». Per il segretario lombardo Paolo Grimoldi «si prospetta una vittoria storica della Lega, in particolare in Lombardia. Gori non pervenuto, aspettiamo la sua telefonata per riconoscere la sconfitta». Dallo staff di Gori invece nessun commento prima dei dati reali. Ma secondo il Decision Desk di YouTrend «Attilio Fontana (Centrodestra) è il nuovo Presidente della Regione Lombardia. L'ex sindaco di Varese succede a Roberto Maroni, eletto nel 2013». (agg. di Silvana Palazzo)

IL COMMENTO DEL SEGRETARIO REGIONALE PD

Il candidato Attilio Fontana sta seguendo lo spoglio per le elezioni regionali della Lombardia da via Bellerio, la sede del Carroccio dove è arrivato anche il leader della Lega Matteo Salvini che rimane chiuso nel suo ufficio insieme ai suoi collaboratori più stretti. Il leader del PD e del centrosinistra Giorgio Gori questa mattina era ancora a Bergamo, dove si è fermato ieri dopo il voto. Dovrebbe a breve arrivare al suo comitato elettorale di Milano, sito in corso Buenos Aires, per commentare i dati, che si stanno facendo sempre più certi. Per il momento ha parlato Alessandro Alfieri, Segretario Regionale del PD, che ha dichiarato: “Gori era un ottimo candidato, avrei voluto allargare la coalizione ma purtroppo non è stato possibile e non per colpa nostra. Cresce il rammarico rispetto alla distinzione, perché di regionali non si è potuto parlare autonomamente”. Guardando ai dati in realtà poco sarebbe cambiato se i voti di LeU fossero confluiti sul candidato del PD perché i due candidati sono separati da quasi 10 punti. Nella terza proiezione infatti Fontana è al 42,3% Gori fermo al 32,6%.

RISULTATI PRIMA PROIEZIONE FONTE OPINIO ITALIA RAI

Forchetta molto ampia sulle proiezioni per il voto regionale in Lombardia. In base alla prima proiezione di Opinio Italia per la Rai, il candidato del centrodestra, Attilio Fontana, è accreditato del 39,1% di consensi. Alle sue spalle, staccato solo di cinque punti percentuali (34,3%) si piazza Giorgio Gori, il candidato della coalizione di centrosinistra, mentre l'esponente del Movimento 5 stelle, Dario Violi, è molto più staccato con il 21,4%.
in pratica, la stessa percentuale che gli attribuisce la prima proiezione elaborata da Swg per La7 (copertura del 20%): Violi, infatti, raccoglie il 21,5% delle preferenze. Molto diverse invece le proiezioni dei due candidati front runner per la poltrona di governatore della Lombardia: Fontana schizza addirittura al 45,1%, staccando di quasi 16 punti Gori, che si attesterebbe sotto il 30%, a quota 29,3%.

Intanto, in base ai dati del ministero dell'Interno, dopo 36 sezioni scrutinate su 9.227, Fontana ha raccolto il 61,5% dei consensi (3.194 voti); segue Gori al 22,6% (1.182 voti), ben più staccato Violi (13,1% e 688 voti). [di Marco Biscella]

LE PRIME PROIEZIONI

Dopo che ormai sono stati scrutinati praticamente tutti i seggi per quanto riguarda il Parlamento, si è cominciato da poco a scrutinare i voti per quanto riguarda le elezioni regionali in Lazio e Lombardia. Per quanto riguarda la prima, le prime proiezioni Rai sugli exit poll sembrano confermare quanto si era già detto in nottata su sondaggi vari anche se con un distacco minore. Il candidato del centrodestra Attilio Fontana è a quota 39,1% mentre il suo principale rivale, Giorgio Gori del centrosinistra è dietro a quota 34,3%. Meno forte il distacco dunque da quanto dicevano gli exit poll. Violi, del Movimento 5 stelle è terzo a quota 21,4%, dunque piuttosto distaccato per impensierire i primi due. Ricordiamo che quest'anno non si va al ballottaggio, per vincere basta ottenere anche un singolo voto in più (Agg. Paolo Vites) 

IL VOTO NELLE PROVINCIE DELLA LOMBARDIA

Lo scrutinio per le Elezioni Regionali della Lombardia 2018 si è aperto, quindi parte ufficialmente lo scontro a suon di voti tra il candidato del centrodestra ed esponente della Lega, Attilio Fontana, e il sindaco di Bergamo del Pd candidato del centrosinistra, Giorgio Gori. In attesa di dati certi e ufficiali sulle preferenze espresso, ci sono quelli sull'affluenza, che ha fatto registrare un complessivo 73,07% nella regione, con picchi addirittura del 76,5% nella provincia di Brescia, cui fa da contraltare però quella di Sondrio con il 66,25%. Nella provincia di Milano, invece, il dato si è attestato al 72,04%. Gli exit poll diffusi da Nicola Piepoli per Raiuno nella serata di ieri vedono Fontana e il centrodestra avanti con il 38-42%, mentre il centrosinistra è stretto in una forbice tra il 31 e il 35% con una distanza che, almeno stando a quanto dicono queste rilevazioni, appare incolmabile. Saranno le operazioni di scrutinio a smentire o confermare queste previsioni. (agg. di Silvana Palazzo)

GORI ATTENDE LO SPOGLIO

Giorgio Gori attende l’inizio dello spoglio dei voti per le elezioni regionali 2018 in Lombardia prima di rilasciare dichiarazioni. Non sembra però poter avere chance di battere Attilio Fontana. Il centrodestra, infatti, sembra in vantaggio in tutte le province. Non basterebbe al Sindaco di Bergamo la tenuta del Partito democratico a Milano, dove risulterebbe essere il primo partito, con un dato intorno al 27%, superiore alla media nazionale e regionale. Altrove è proprio la Lega, partito cui appartiene lo stesso Fontana, a essere in netto vantaggio. L’ex Sindaco di Varese attende da ieri sera che l’avversario ammetta la sconfitta. Vedremo se verrà accontentato questo pomeriggio o se invece dovrà rimangiarsi la richiesta alzando lui il telefono per congratularsi con Gori. Ancora qualche ora di attesa e lo spoglio dei voti ci aiuterà ad avere un quadro della situazione. (aggiornamento di Lorenzo Torrisi) 

M5S DIETRO AL CENTROSINISTRA

Si delinea con 7406 seggi scrutinati su un totale di 9227 la schiacciante vittoria del centrodestra in Lombardia, che sta sfiorando il 50% dei voti. Primo partito è ovviamente la Lega che si avvicina al 30% delle preferenze, lasciando a Forza Italia un misero 14. In totale quasi due milioni di voti, 1.994.873. La coalizione di centrosinistra è doppiata, ferma a quota 25,24, praticamente tutti voti del Pd che tocca il 21,2%. I voti raggiunti superano di poco il milione, 1.036.655. Il Movimento 5 stelle non sfonda invece in Lombardia, raggiungendo il 21,1% con 870.357 voti. Quindi i partiti minori: Liberi e Uguali è al 2,83% (116.497 voti) e Casapound lo 0,95 (39.040) e Potere al popolo lo 0,83% (34.326). Praticamente inesistente Il popolo della famiglia con lo 0,66%, pari a 27.227 voti (Paolo Vites)

LEGA PRIMO PARTITO

In Lombardia lo spoglio dei voti per le elezioni regionali 2018 inizierà tra qualche ora. Gli exit poll danno in vantaggio Attilio Fontana su Giorgio Gori. Considerando che in regione si è anche votato per Camera e Senato e che gli elettori potrebbero avere espresso un voto per lo stesso partito a livello nazionale e locale, andando a vedere i voti scrutinati per palazzo Madama si potrebbe avere qualche indicazione su cosa aspettarsi dallo spoglio per il Pirellone. Il primo partito sarebbe la Lega con più del 28%, davanti al Partito democratico che si fermerebbe al 21,3%. Il Movimento 5 Stelle supererebbe il 20%. Forza Italia, con il 14% dei voti, verrebbe di fatto doppiata dagli alleati del Carroccio. Fratelli d’Italia avrebbe il 4%, mentre Liberi e Uguali si fermerebbe sotto la soglia del 3%. Se si dovessero associare i voti dei candidati Presidenti a quelli di candidati uninominali, Fontana potrebbe agevolmente superare il 47%, mentre Gori si dovrebbe fermare al 28%. Attendiamo comunque lo spoglio effettivo delle regionali, dove era possibile il voto disgiunto. I dati in tempo reale sulle Elezioni Politiche 2018 e le Elezioni regionali in Lombardia e in Lazio - Live & Affluenza - Proiezioni & Exit Poll - Risultati Camera UninominaleCamera ProporzionaleSenato UninominaleSenato ProporzionaleLazio.

LE PAROLE DI FONTANA

Gli scrutini delle Regionali in Lombardia inizieranno solo dopo le ore 14.00 per dare precedenza, come da legge del 1976, alle elezioni Politiche. Il rappresentante di centro destra Attilio Fontana, sugli exit poll che lo vedrebbero in vantaggio, commenta così: "Mi sembra un buon risultato, ringraziamo i lombardi per la partecipazione al voto. Per Paolo Romani, capogruppo al Senato di Forza Italia, "la vittoria in Lombardia è tendenzialmente definitiva", mentre è da sottolineare come il Movimento Cinque Stelle, rappresentato dal candidato Dario Violi, abbia ottenuto un risultato, sebbene non in linea rispetto alle Politiche, tutto sommato superiore, secondo le attuali proiezioni, a quello registrato alle Regionali di cinque anni fa, quando la candidata Silvana Carcano aveva ottenuto il 13.63%. Dario Violi, infatti, sempre secondo gli exit poll, si attesta in un range che oscilla fra il 17 e il 20%. (Agg. di Fabiola Iuliano)

LE DICHIARAZIONI DELLO STAFF DI GIORGIO GORI

I primi dati reali verranno pubblicati dopo le ore 14 quando cominceranno gli scrutini delle Regionali in Lombardia: ma un primo tracciato è possibile già delinearlo sia con l’exit poll uscito ieri sera che vede davanti, seppur con una forbice non altissima, il candidato del Centrodestra Attilio Fontana, e sia con le dichiarazioni dello staff di Giorgio Gori che attende i risultati dei dati reali ma prepara già il discorso di ammissione della sconfitta contro il candidato leghista. «Si prospettata una vittoria storica della Lega, Gori non pervenuto, aspettiamo la sua telefonata per riconoscere la sconfitta». La replica dello staff Pd vede un «commenteremo solo dopo i primi risultati reali». Supera il 72 per cento, l'affluenza alle urne per le elezioni regionali in Lombardia alle ore 23. Il dato, cinque anni fa, era stato del 74,09 per cento: una buona indicazione per capire quanto realmente possa aver preso il Centrodestra lombardo, è vedere cosa ha combinato al Senato alle Politiche 2018. Ebbene, in Lombardia Forza Italia-Lega-FdI e NcI prendono il 47% generale, mentre alla Camera raccolgono un dato molto simile in tutti i collegi uninominali. Per Fontana la linea del traguardo è assai vicina…(agg. di Niccolò Magnani) 

FONTANA AVANTI

Urne chiuse per le elezioni regionali 2018 in Lombardia. Ci vorrà tempo per i risultati definitivi, considerando che lo spoglio delle schede inizierà alle ore 14:00 di lunedì. Verrà infatti data precedenza allo scrutinio di Senato e Camera. Il Consorzio Opinio Italia per la Rai ha comunque diffuso gli exit poll, con una copertura del campione pari all’80%. Attilio Fontana, candidato del centrodestra, è dato in una forchetta di voti tra il 38% e il 42%. Avrebbe quindi il 7% di vantaggio rispetto al suo principale avversario, Giorgio Gori, sostenuto dal centrosinistra (non da Liberi e Uguali), che è dato tra il 31% e il 35%. Dario Violi, candidato del Movimento 5 Stelle, avrebbe tra il 17% e il 21%. Onorio Rosati, che corre per Liberi e Uguali, avrebbe tra il 2% e il 4%. Il che farebbe quindi pensare che anche tutto il centrosinistra unito non sarebbe in grado di battere il centrodestra. Tuttavia solamente le prime proiezioni sui voti reali potranno confermare o smentire questo distacco. (aggiornamento di Lorenzo Torrisi)

L'AFFLUENZA ALLE 19

Manca poco alla chiusura dei seggi per le elezioni regionali in Lombardia. L’affluenza finale potrebbe anche raggiungere il 70%. Alle 19:00, infatti, il dato si attestava al 59,24%, più in alto quindi di quello delle votazioni per Camera e Senato a livello nazionale. Considerando la proiezione Quorum per YouTrend, che, in base al dato delle 19:00 prevede un’affluenza finale compresa tra il 67% e il 71%, il traguardo del 70% sembra appunto a portata di mano. Scorrendo i dati sull’affluenza in Lombardia vediamo che tra le province Bergamo, Brescia e Cremona superano il 63%, mentre Sondrio, con il 52,4%, è quella con il dato più basso. Sopra il 60% troviamo anche Lecco (61,7%) e Lodi (62,4%). La provincia di Milano è un po’ indietro, al 57,7%. Fa segnare un dato ancora più basso Milano città (54,8%). Di seguito i dati delle altre città capoluogo: Bergamo 61,4%, Sondrio 51%, Como 51,7%, Varese 58%, Monza 56,9%, Lecco 59,7%, Brescia 60,9%, Pavia 55,8%, Lodi 61,6%, Cremona 61,6% e Mantova 57,1%. (aggiornamento di Lorenzo Torrisi)

L'AFFLUENZA ALLE 12

In Lombardia dove si vota anche per il nuovo presidente della Regione l'affluenza alle ore 12 è stata del 19,92%. Rispetto alle precedenti elezioni si registra un aumento del 3,4% dei votanti (allora alle ore 12 si recò al voto il 17% degli aventi diritto). A Milano curiosamente si è registrata l'affluenza più bassa con il 18,53% dei votanti, mentre la maggiore affluenza si registra a Bergamo con il 22,74% dei votanti. A seguire Cremona dove ha votato il 22,53% degli aventi diritto; Lodi con il 22,29%; Brescia dove si sono recati alle urne il 22,05% dei votanti; Lecco con il 21,20%; Mantova con il 20,22%; Como dove ha votato il 18,97% e la già citata Milano con il 18,53%, fanalino di coda. (Agg. Paolo Vites)  

GORI VS FONTANA, TUTTI I CANDIDATI

Domenica 4 marzo 2018 si terranno le elezioni regionali per la Lombardia: lombardi chiamate alle urne per l’Election Day, oltre il nuovo Parlamento verrà eletto il nuovo presidente della Regione. E’ una corsa a sette per il dopo Roberto Maroni, con l’esponente leghista che ha deciso di non ricandidarsi. Al suo posto, sostenuto dal centrodestra, ci sarà l’ex Sindaco di Varese Attilio Fontana. E’ una corsa a due con Giorgio Gori, sindaco di Bergamo appoggiato dal Partito democratico e da parte del centrosinistra. Più staccato il candidato del Movimento 5 Stelle Dario Violi, impiegato e attivista pentastellato dal 2011. Altri quattro candidati con speranze ridotte al lumicino di portare a casa la vittoria alle urne: Giulio Arrighini, candidato da Grande Nord di Marco Reguzzoni, Onorio Rosati, candidato di Liberi e Uguali e ex consigliere regionale lombardo eletto tra le file del Pd, Massimo Gatti, candidato di Sinistra per la Lombardia, e Angela De Rosa, candidata della lista Casapound. 

RISULTATI ELEZIONI REGIONALI LOMBARDIA 2018, GLI ULTIMI SONDAGGI

Come già anticipato in precedenza, sembra un testa a testa tra Attilio Fontana e Giorgio Gori, con il candidato del centrodestra in vantaggio. La tradizione della Lombardia è favorevole alla coalizione composta da Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Noi con l’Italia, e nonostante l’uscita infelice di Fontana sulla razza bianca, può vantare un consistente vantaggio. Secondo gli ultimi sondaggi disponibili prima del silenzio elettorale, pubblicati da Index Research, Attilio Fontana ha un consenso che si aggira attorno al 41,5 per cento. Staccato di cinque punti Giorgio Gori, fermo al 36,5 per cento. Decisamente più indietro i restanti candidati. Dario Violi, esponente del Movimento 5 Stelle, è al 15,5 per cento, mentre si prevede un flop per Liberi e Uguali, con Onorio Rosati fermo al 3 per cento. Ancor di più inferiori le stime, secondo il sondaggio in questione, per i restanti tre candidati, ovvero i rappresentanti di Sinistra, Casapound e Grande Nord.

I PRECEDENTI DELLE ELEZIONI IN LOMBARDIA

Le ultime elezioni regionali per la Lombardia si sono tenute nel 2013 e, come già sottolineato, ha trionfato il candidato del centrodestra Roberto Maroni. L’ex ministro dell’Interno, uomo di spicco della Lega, ha raccolto 2.456.921 voti, il 42,81 per cento, staccando di oltre quattro punti Umberto Ambrosoli, candidato del Centrosinistra che ha raccolto il 38,24 per cento. Non pervenuto il Movimento 5 Stelle, con il candidato Silvana Carcano ferma al 13,62 per cento. Stesso discorso per il civico Gabriele Albertini (4,12 per cento) e Carlo Maria Pinardi di Fare per Fermare il Declino (1,18 per cento). Per quanto riguarda i consiglieri comunali, curioso particolare: nove consiglieri si sono staccati da Forza Italia e hanno costituito il gruppo consigliare di Nuovo Centro Destra, componente comunque della maggioranza. Dopo le dimissioni di uno dei consiglieri in questione di NCD, il consigliere subentrante non ha aderito a NCD, facendo parte di Forza Italia.

COME SI VOTA ALLE REGIONALI 2018

Rispetto alle elezioni politiche, si vota in maniera diversa per le regionali in Lombardia. Nella scheda per le regionali è possibile fare due segni diversi: uno sul candidato presidente della Regione, l’altro sulle liste. E’ dunque consentito il voto disgiunto: ad esempio è possibile barrare il nome di un candidato presidente ma votare una lista che non lo sostiene. Se si fa solamente un segno sul nome del candidato presidente, nessuna lista riceverà il voto. E’ possibile, inoltre, votare la lista: in questo caso il voto varrà anche per il candidato appoggiato dalla lista in questione. Due preferenze è il massimo che l’elettore può scegliere, necessariamente di sesso diverso e scrivendo i loro nomi nell’apposito spazio della scheda. Vincerà il candidato che prende un voto in più degli altri. Alle elezioni politiche, per inciso, non è possibile segnare le preferenze ed è vietato il voto disgiunto.

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