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Politica

FONDI DELLA LEGA/ La verità politica è nascosta in Cassazione (e in M5s)

Scoppia un caso dopo le dichiarazioni del sottosegretario Morrone (Lega). Nessuna risposta del Quirinale a Salvini, che teme un attacco dei pm. La verità di GAETANO PECORELLA

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Via le correnti di sinistra dalla magistratura, ha detto ieri il sottosegretario alla Giustizia Jacopo Morrone (Lega). Una dichiarazione che allontana il colloquio richiesto dal ministro degli Interni Matteo Salvini al Capo dello Stato perché tuteli la Lega dal sequestro di 49 milioni disposto inizialmente dalla Procura di Genova e confermato dalla Cassazione. Una "sentenza politica senza senso giuridico per mettere fuori gioco per via giudiziaria il primo partito italiano", secondo il Carroccio. Gaetano Pecorella, avvocato, storico difensore di Silvio Berlusconi, dice che una operazione mirata di frange della magistratura non c'è. O forse sì. Perché "la vera lotta politica in questo momento non è tra Lega e sinistra, ma tra Lega e 5 Stelle su chi dei due prevale". 

Pecorella fa due osservazioni. "Anzitutto penso che il Capo dello Stato abbia interpretato in modo assolutamente corretto la Costituzione. Non ha alcun ruolo di intervento sulle decisioni della Cassazione". 

E se le parti interessate dovessero ritenere che la legge è stata violata?

Si possono rivolgere alle sedi disciplinari, cioè alla Procura generale della Cassazione o al Csm. Chiamare in causa il Capo dello Stato mi pare un ulteriore segno del fatto che Salvini ignora o vuole ignorare le regole istituzionali. 

Vada avanti, professore.

Seconda considerazione. Le sentenze della magistratura vanno rispettate. Ogni decisione si può criticare nel merito, ma non direi che questa decisione è una sentenza politica solo perché colpisce il patrimonio della Lega. 

Eppure, non sarebbe la prima volta che si usa la giustizia a scopi politici, lei ne sa qualcosa.

Ma un conto sono gli anni di Mani pulite e i processi a Berlusconi. Quella sì che era una operazione a tenaglia: parliamo di un'ottantina di perquisizioni, di cinquanta processi. Questa è una decisione isolata che riguarda una vicenda patrimoniale. 

Ma senza soldi non si fa politica.

Guardi, non credo che la magistratura si sia posta il problema di far cadere questo governo, anche perché in questo momento non ci sono alternative. 

E secondo lei il clima è profondamente diverso da quello di un tempo.

Decisamente sì. Allora c'era una serie numerosa di vicende che riguardavano processi, inchieste, provvedimenti cautelari nei confronti di una larga parte della classe politica. Oggi non c'è niente del genere. 

Scusi se insisto, ma di fatto la sentenza svuota le casse di un partito politico precludendogli la campagna elettorale delle europee. La procura di Genova dice di essersi attenuta solo a profili tecnici, però le conseguenze non sembrano meramente tecniche.

Quando c'è di mezzo e viene colpito un partito politico, ci sono conseguenze politiche: ma che venga colpito il leader o che venga colpito il patrimonio, il primo problema è la correttezza dell'applicazione della legge. I giudici della Cassazione e i difensori della Lega hanno evidentemente due punti di vista diversi, però non parlerei di un attacco alla Lega preordinato. 

E della pretesa di Morrone di eliminare dalla magistratura le correnti di sinistra, cosa dice?

Non vedo perché eliminare le correnti di sinistra e non anche quelle di destra o di centro. Mi pare una pretesa priva di senso.

Ci sono le correnti in magistratura?

Certamente. M5s ha la sua corrente (Autonomia e indipendenza, fondata da Piercamillo Davigo, ndr), c'è Magistratura indipendente che è di destra. Poi cosa vuol dire di destra o di sinistra? Un tempo era evidente, oggi lo è molto meno. Chi ha giudicato in Cassazione? Magari sono magistrati apolitici, di centro o di destra.

Le ha visto tante vicende giudiziarie, le risulta che il rapporto tra magistrati, inchieste e giornali si sia in qualche modo ribaltato? E che mentre nel '92 e poi con i processi a Berlusconi i giornali seguivano le procure, adesso dettino la linea ai magistrati?

La magistratura per un periodo importante è stata segnata da un profondo populismo, cioè godeva di un consenso diffuso tra la gente, si ricorda le manifestazioni a sostegno dei pm? Oggi, a mio modo di vedere, è rientrata nell'alveo.

Ne è proprio convinto?

Sì. Oggi i magistrati fanno i magistrati, difficilmente lanciano campagne politiche. Oggi il populismo tocca assai più la comunicazione politica di quanto tocchi i magistrati. 

A cosa si deve questo cambiamento?

A dinamiche di consenso. La ricerca del consenso, dai media ai politici, porta a prese di posizione che devono essere "gradite al popolo". I magistrati avevano in passato un consenso popolare perché attaccavano la classe politica; oggi i giornali cercano e trovano consenso seguendo una loro linea populista più che mettendosi al servizio di ciò che fanno i magistrati.

Ma come leggere la sollecitudine di certi esponenti della magistratura? Un Davigo e un Di Matteo per intenderci.

Davigo oggi è presidente di sezione presso la Corte di Cassazione ma guida la corrente di magistrati a 5 Stelle.  

Che M5s sia un partito giustizialista è noto a tutti. 

Lasciamo stare il giustizialismo. La vera lotta politica in questo momento non è tra Lega e sinistra, ma tra Lega e 5 Stelle su chi prevale dei due. 

Se fosse così, il caso dei fondi della Lega troverebbe una precisa chiave di lettura.

Non abbiamo alcun elemento serio per fare supposizioni. Però è un'ipotesi che si può fare, certamente, al pari di altre.

Vorrebbe dire che la sentenza della Cassazione potrebbe non essere semplicemente un atto dovuto.

A mio avviso lo è. Ma con un pizzico di dietrologia, certo, si potrebbe supporre che la decisione della Cassazione non sia una operazione incolore, ma una operazione a 5 Stelle.

Ma è solo una supposizione. 

Certamente.

(Federico Ferraù)

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