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ELEZIONI COMUNALI 2012/ Gentili: un voto contro Monti e la maggioranza

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Loro malgrado, domenica e lunedì dovranno presentarsi alle urne, per poi attenderne con rassegnazione il responso. Per buona parte del mondo politico, il momento non è l’ideale per sottoporsi al giudizio degli elettori. Lo scenario è, per molti versi, deprimente e, a renderlo tale, sono stati gli stessi che chiederanno agli italiani di giudicarli benignamente, dargli il proprio voto e confermagli la poltrona nelle giunte e nei consigli comunali.
Alcuni partiti temono di essere spazzati via mentre si fa strada l’ipotesi che, dall’attuale caos, dovrà uscirne una ridefinizione delle forze politiche sovversiva rispetto all’odierna. Se, in ogni caso, queste elezioni rappresenteranno o meno lo spartiacque tra il vecchio sistema e il mondo nuovo, lo abbiamo chiesto a Guido Gentili.

Quanto contano, effettivamente, queste elezioni?

Sulla carta, estrapolate dall’attuale contesto, di per sé non conterebbero un granché. Tuttavia, considerando la reale situazione, connotata da un crisi profonda, dalla recessione, dal governo dei tecnici e da un calo di credibilità della politica, hanno un forte valore segnaletico, benché localizzato. Serviranno a testare quanto sia profonda la crisi in cui versano in partiti.

Quali saranno i segnali che confermeranno tale crisi?

Mi aspetto un sostanzioso calo dell’affluenza generale e un forte voto di protesta indirizzato verso partiti quali il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, l’Italia dei Valori o Sel.

La Lega, in questo momento, fa parte dei partiti dell’antipolitica o è annoverabile tra quelli che maggiormente rappresentano le storture della politica tradizionale?

Ci sono legittimi motivi per pensarla in un modo e nell’altro. Diciamo che nelle aree di recente conquista, come l’Emilia Romana e la Toscana il processo di affermazione elettorale sarà fortemente ridimensionato e interrotto. Nelle zone in cui tradizionalmente risiede lo zoccolo duro del partito, le urne non daranno responsi particolarmente negativi laddove sarà riconosciuto il buon governo di molti sindaci del Carroccio.

Chi ha più da perdere?

I due maggiore partiti. Sconteranno l’appoggio a Mario Monti, benché sia stato concesso con maggiori riserve rispetto all’Udc.

Tra i due, chi potrebbe essere più penalizzato?



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