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ELEZIONI 2012/ La nuova Italia tra i magistrati-paparazzi e il "luna park" di Grillo

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Beppe Grillo (Infophoto)  Beppe Grillo (Infophoto)

Che il risultato di queste elezioni segni la fine o l’inizio di una “repubblica” si può almanaccare a lungo, di certo sulla scena politica di fronte a una gravissima crisi economica si moltiplicano i paradossi italiani mentre si annebbiano gli sbocchi positivi. Conseguenze immediate: un governo tenuto in piedi non dalla fiducia, ma da una non sfiducia.

Il Pdl riedita la “doppiezza” togliattiana: in Parlamento con il governo, fuori - con i suoi giornali e i suoi dirigenti - contro. Bersani dichiara di essere in grado di fare meglio di Monti, il suo programma è già pronto (è quello messo a punto dal Partito socialista europeo) e solo il Quirinale gli sbarra la strada del voto anticipato. Ma, d’altra parte, non sono i candidati del Pd a vincere, Di Pietro chiede la rinegoziazione dell’alleanza e Vendola vuol coinvolgere Grillo. Il Terzo Polo si è dissolto: è rimasta l’Udc, mentre Fini e Rutelli non sembrano avere un qualche seguito.

Con quali partiti e con quale legge si voterà alle prossime elezioni politiche nessuno è in grado di dirlo. È così che proprio con un governo dei tecnici si ha l’esplosione della “antipolitica”. Forse è bene approfondire questa cosiddetta antipolitica (termine inventato molti anni fa da Luciano Cafagna per definire il carisma di Silvio Berlusconi) e cioè cominciare a distinguere tra sfiducia negli uomini politici e nei partiti e sfiducia in questi uomini politici e in questi partiti. Si tratta di due fenomeni complementari e sommabili, ma ben distinti.

L’antipolitica - ovvero l’eccezione d’infamia e la sfiducia nella classe politica - di per sé è nello stesso “dna” degli italiani per ragioni anche antiche e profonde. La prima è di natura “storica” nel senso che abbiamo un patriottismo debole: la nostra unità nazionale è il risultato di guerre di indipendenza che abbiamo sempre perso e sono risultate vittoriose grazie all’aiuto militare straniero. Successivamente abbiamo collezionato tre catastrofici dopoguerra che hanno condannato l’intero passato: la “vittoria mutilata” del 1918, la “morte della patria” del ‘43-‘45 e infine, dopo la fine della “guerra fredda”, “Tangentopoli” che hanno ripudiato in blocco - basta leggere i manuali scolastici - l’Italia liberale, fascista e repubblicana.

Questa problematica solitamente considerata “di destra” è stata poi negli anni ‘80 legittimata e cooptata a sinistra tra “questione morale”, “governo degli onesti” e movimenti della “società civile”. Arrivati alla Seconda Repubblica, il maggioritario si è articolato in due poli che ostentavano soluzione di continuità con i politici di professione. Ora però sarebbe opportuno cominciare a chiedersi se l’attuale protesta antipolitica non abbia anche talune ragioni specifiche che riguardano non la Politica, ma il fatto che le attuali leadership non suscitano fiducia nella capacità di affrontare e risolvere i principali problemi.



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COMMENTI
09/05/2012 - segue (giorgio cordiero)

Per favore però cari fratelli d'Italia...prendiamone atto, senza falsi moralismi e proviamo a partecipare un po' più attivamente alla gestione della cosa pubblica, cerchiamo di "sgamare" chi fa il furbo, mandiamo pure avanti questi giovani e volenterosi "grillini", ma riserviamoci sempre il diritto/dovere di super vigilare e di contrastare, ma anche di proprorre e di co gestire, altrimenti lamentarsi sarà inutLE E DOLOROSO. BUona fortuna!

 
09/05/2012 - lana caprina e minestre riscaldate (giorgio cordiero)

In questi giorni ci si accorge che il movimento cinque stelle ha preso un sacco di voti. Qualcuno come quello scafato paraculo di Giuliano Ferrara minimizza e dice che si aspettava di peggio (evidenzioando che per lui il cinque stelle è il peggio). L'orsetto ottuagenario presidente, per nulla atreriosclerotico , dice di non vedere boom e continua a porsi come garante di una democrazia lasciata per troppo tempo in mano ai "nuovi mangioni" della seconda repubblica che 20 anni fa sostituitono i vecchi, altrettanto corrotti, ma più saggi. La lega perde consensi perchè si è scoperto che Bossi è corruttibile, ma la cosa non sarebbe una novità , visto che nel 1994 questi venne condannato ad otto mesi per la famosa tangente montedison di 200 milioni, già allora si parlava di finanziamento illecito ai partiti e già allora Bossi chiese scusa, ma la maggior parte delle persone fingono di non ricordare e di cadere dal pero. Allora si riparla di antipolitica, di voto di protesta ecc ecc, ma sono certo che anche i cd grillini (che forse pure io voterò) una volta che avranno consolidato il loro potere in parlamento , finiranno, dopo dieci anni per ricadere nei medesimi vizietti di tutti gli italiani. Ricordiamo che l'Italia è nata 150 anni fa non tanto grazie a qualche battaglia garibaldina, ma si è formata con accordi, sotterfugi , politiche fate di prebende e di cosrruzione, perchè, notizia delle notizie, questo siamo, come tutti i popoli latini. GiUsto? sbagliato? esecrabile? segue.