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GIORNALI/ Dossier, verbali e intercettazioni: dove sta la notizia?

martedì 12 ottobre 2010

Il venerabile senatore Lino Jannuzzi, "maestro dei maestri", napoletano freddo, raffinato analista politico, mafiologo che capisce, imprestato, per sua volontà alla goliardia (fin dai tempi dell'Ugi, Unione goliardica italiana), aveva elaborato negli anni Sessanta e Settanta, una incredibile teoria giornalistica: «La notizia precede il fatto e lo determina».


La teoria sgomentava i giovani aspiranti giornalistici dell'epoca, ma Jannuzzi era un grandissimo giornalista e quindi tutti ammiccavano senza fiatare. Fu in questo modo, comunque, che anche con quella bizzarra teoria, il giornalismo italiano si diede una smossa, divenne un poco più aggressivo e movimentato, e, sulle pagine del Corriere della Sera, si poté scrivere la parola "sciopero", fatto che provocava immediati svenimenti alla signora Giuseppina Crespi.


Oggi la teoria del "maestro dei maestri" è largamente superata. Perché da un lato la fantasia (alimentata da intercettazioni, dossier di vario tipo, pregiudizi, sensazioni, verbali usciti dalle procure con solo tesi accusatorie e via dicendo) supera di gran lunga la notizia, anzi ne prescinde, dall'altro lato c'è un giornalismo che non parla ai lettori comuni a una platea di "25 persone" che capiscono quello che devono capire.


E' utile questa premessa per invidiare la costanza di un "grande" come Gianpaolo Pansa, che legge dodici quotidiani al giorno, e poi per concepire una sorta di rubrica settimanale per riassumere quello che sforna la grande stampa quotidiana. Cominciamo dal Corriere della Sera di ieri. Noi abbiamo grande stima del professor Angelo Panebianco. Ma ci permetta dire che il suo "fondo" Una riforma senza veti, con l'attuale situazione italiana, non colga proprio il momento.

 

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