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RECENSIONE LIVE/ Grande musica, senza nostalgia. C'è ancora bisogno degli Area

martedì 2 febbraio 2010



Nulla di enfatico, nel loro presente: i tre sono terribilmente sobrii (è proprio il termine che l’amico musicofilo usa e sotto sotto capisco che si è divertito, lui che al tempo degli Area preferiva ascoltare la PFM) e ancora capaci di sperimentare, di assommare suono acustico a soluzioni sintetiche, rivelando una contemporaneità sconosciuta a tantissimi. Altro che dinosauri, definizione che di solito si applica ai vecchi che ritornano sul palco (soprattutto tra gli Usa e l’Inghilterra) e che risulta fuori luogo. Qui bisognerebbe invece chiedere a gran voce che la reunion continuasse, si ripetesse, perché finalmente quella musica e quelle musiche, forse finalmente libere da vincoli e colori, si facessero ascoltare ed apprezzare.

Tutto finisce con un pezzo di Tofani dedicato a Demetrio, una ode krishna “in cui tutto ruota intorno all’amicizia che avrei potuto dare a Demetrio nei momenti della sua maggior sofferenza”, un momento intenso, non importa se riuscito o meno, un omaggio degli Area al loro volto simbolico. Ode di mancanza e impotenza in un concerto in cui c’era tutto tranne - e che ci si poteva fare? - la voce. Quella voce.




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