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ESCLUSIVA/ A tu per tu con Vasco Rossi, dietro le quinte del concerto di Londra

giovedì 6 maggio 2010

Sono circa le diciotto quando arrivo davanti all’Hammersmith Apollo già circondato da un folto gruppo di ragazzi italiani che cantano e rumoreggiano in attesa dell’apertura dei cancelli. Mi fa subito sorridere vedere le facce divertite e incredule degli uomini della sicurezza inglese quando all’apertura dei cancelli tutti cominciano a spingere a più non posso per assicurarsi un posto in prima fila. Non è nel costume degli inglesi.

Il concerto inizia presto come si usa fare qui a Londra. D'altronde “When in Rome do as the Romans do” è proprio vero e anche il grande Vasco si deve adeguare. Qualche giro di tastiere come intro ed ecco che Stef Burns salta fuori  e rompe gli indugi con una diavoletto fiammante e il riff di Un gran bel film e finalmente ecco Vasco... I primi tre pezzi sono tiratissimi e si susseguono uno dopo l’altro.

È un Vasco confidenziale, disponibile e con tanta strana voglia di parlare quello che vedremo questa sera a Londra; è un Vasco che introduce con qualche parola le sue canzoni come Anima Fragile ed è un Vasco che tiene a sottolineare che Gli Angeli è per il suo amico Maurizio Lolli scomparso prematuramente nel 1994. Un Vasco che è bello da vedere quando le telecamere gli catturano gli occhi e li sparano belli lucidi e pieni di emozione sul maxi schermo, occhi che parlano da soli su brani come Gli Angeli, Anima fragile. Domenica Lunatica e Bollicine si confermano pezzi fatti per essere suonati dal vivo con uno Stef Burns in grande spolvero sul solo della prima e preso completamente dalla più totale euforia sui cori di Bollicine.

Granitico e impeccabile il resto della band (Maurizio Solieri chitarra, Claudio Golinelli basso, Alberto Rocchetti piano e tastiere, Andrea Innesto sax e cori, Matt Laug batteria, Frank Nemola tromba, Clara Moroni cori). E poi via con Delusa, Quanti anni hai, Stupendo, Un senso e Il mondo che vorrei. Una lunga pausa precede il bis accompagnata da incessanti cori e anche da un Inno di Mameli cantato, a squarciagola da tutto l'Hammersmith Apollo Beh! questo è stato un momento particolarmente emozionante, negli otto concerti di Vasco cui ho assistito, non mi era mai successo... Un Vasco che riesce a unire e a far sentire più italiani tutti i ragazzi che sono a Londra per lui, una bella pubblicità per il nostro paese agli occhi degli inglesi presenti nella struttura. Vasco è così, è un orgoglio nazionale.

 
 

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