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EVERYMAN/ L'Opera sacra con Branduardi e Mango sul tetto del Duomo di Milano

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Musica (leggera?) fra le navate tardogotiche del Duomo di Milano. Musica commissionata a Maurizio Fabrizio, giovane arrangiatore de "La pulce d'acqua" tanti fa, plurivincitore a Sanremo con tanti suoi hit e toccante autore musicale di capolavori della canzone come Almeno tu nell'universo e I migliori anni della nostra vita.

Stavolta è alle prese con un "morality play" (genere musicale diffuso nell'Inghilterra rinascimentale): "Everyman", meditazione fra cielo e terra sulla condizione umana. Le voci sono importanti: Angelo Branduardi, l'antico sodale di tante avventure musicali, Mango e la sua consorte Laura Valente, voci pregiatissime del pop intelligente di casa nostra, e una firma attorale di primissimo livello come quella di Omero Antonutti.
Attorno a loro i complessi della cattedrale diretti da Sergio La Stella: cappella maschile, voci bianche e orchestra, adusi normalmente al servizio liturgico.

L'iniziativa nasce dall'invito al sostegno finanziario e amicale alla Veneranda Fabbrica del Duomo presieduta dal professor Caloia, e ha popolato per alcune serate speciali il tetto della grande nave gotica di musici, ospiti e amici (a noi, per via della giornata piovosa, è toccata la replica sotto le navate).

Quanto ad "Everyman" di che si tratta? Di una ben congegnata costruzione musicale fra sapori di colonne sonore (nel segno disneyano di Alan Menken, Lloyd Webber e del rigoroso John Williams), con echi di musica antica dal Medioevo al Barocco, colori orchestrali e corali pucciniani e l’uso di raffinate voci pop a servizio di un testo elegante, enfatico, ma in verità non troppo intellegibile (specie senza un libretto a disposizione).


 

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