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FISCO&FAMIGLIA/ Dove ha fallito la Costituzione riuscirà il federalismo?

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Il quoziente famigliare (Fotolia)  Il quoziente famigliare (Fotolia)

È noto che nella Costituzione è posto il principio del favor familiae, vale a dire è garantita una speciale posizione di tutela accordata alla famiglia. Anzi, se si fa un rapido confronto con le Costituzioni degli altri Stati europei, si nota che un impegno così preciso come quello indicato nel primo comma dell’art. 31 della Costituzione (“La Repubblica agevola con apposite misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi con particolare riguardo alle famiglie numerose”), non è previsto neppure nella Costituzione irlandese, che pure è tra le più attente a dedicare norme a vantaggio della famiglia (v. gli artt. 41 e 42 della Costituzione irlandese).

A questa positiva singolarità della nostra Costituzione corrisponde, tuttavia, una realtà ben diversa. Come mai, a più di sessant’anni dall’entrata in vigore della Carta fondamentale, l’impegno così solennemente promesso a favore della famiglia, non si è sinora tradotto in una effettiva politica di vantaggi fiscali o quanto meno di non discriminazione dal punto di vista del trattamento fiscale? Sul perché la prescrizione del costituente sia stata sinora trascurata o addirittura preclusa nei fatti, la risposta del giurista è piuttosto facile. Si tratta, infatti, di una norma che, imponendo un obbligo positivo per il legislatore, è rimessa - nella determinazione del quando e del come applicarla - proprio alla scelta discrezionale di quest’ultimo. Essa, dunque, in assenza di corrispondenti norme di attuazione coerentemente predisposte dal legislatore, è sostanzialmente priva di forza cogente, se non nel senso di proibire un trattamento ingiustificatamente deteriore.

Al di là degli sforzi teorici, insomma, neppure la Corte costituzionale, in caso di inerzia del Parlamento, può imporre l’adozione di misure legislative di vantaggio per la famiglia in materia economico-finanziaria. In particolare, sebbene siano stati presentati numerosi progetti - anche assai seri e autorevoli - nel senso dell’istituzione di un quoziente familiare che consenta un trattamento fiscale davvero più equo per le famiglie, le sempre immanenti ragioni di bilancio sembrano tuttora prevalere sul complessivo ribilanciamento del sistema tributario, soprattutto in ordine all’identificazione dei soggetti passivi della pressione tributaria, come anche dimostrato dai dati recentemente offerti dalle istituzioni pubbliche in tema di distribuzione del carico fiscale.



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