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Salute & benessere

BRESCIA, EPIDEMIA POLMONITE: 138 CONTAGI, 2 MORTI/ Ultime notizie, assessore Gallera conferma legionella

Allarme legionella, sono quasi 150 i casi di polmonite a Brescia: c'è davvero il rischio di un contagio per colpa di un batterio? Deciso un vertice d'emergenza tra Ats e gestori acquedotti.

Brescia, 150 casi di polmonite: allarme legionellaBrescia, 150 casi di polmonite: allarme legionella

Manca la certezza degli ultimi esami, ma anche l'assessore regionale al Welfare Giulio Gallera ha affermato come tutti gli indizi facciano pensare a un'epidemia batterica di legionella, per i casi di polmonite che hanno portato nella zona del bresciano a 138 ricoveri in ospedale accertati, tra i quali si sono fatti registrare 2 decessi. "Abbiamo la certezza che si tratta di polmonite batterica. Sono in aumento i casi legionella e questo ci fa pensare che il batterio in questione sia proprio la legionella," ha affermato l'assessore. Da giorni le indicazioni, anche dopo i numerosi controlli ospedalieri effettuati sulle persone colpite dalla polmonite, facevano pensare a un'infezione batterica. Andranno però ora necessariamente identificate le cause per evitare che l'infezione possa propagarsi ancora, col numero di contagi che ha ormai superato da tempo la soglia preoccupante. (agg. di Fabio Belli)

ESAMI ANCHE SULL'ARIA

Non solo l'acqua ma anche l'aria al centro delle indagini nel bresciano per i 150 casi di polmonite che hanno fatto scattare l'allarme legionella. In merito ha parlato l'assessore regionale al Welfare Giulio Gallera, come riportato da Ansa, ecco le sue parole: "Stiamo facendo tutto ciò che si può fare sia con l'investigazione sui campionamenti fatti per capire se il vettore sia l'acqua sia interrogando pazienti per capire se c'è un elemento che li accomuna provando a individuare la sorgente. Lavoriamo però anche in altre direzioni. Non vogliamo lasciare nulla al caso". Si tratta sicuramente di un modo giusto di operare, per cercare di fermare le fonti di una possibile epidemia: "Sull'aria stiamo iniziando a pensare di fare qualcosa. Stiamo lavorando proprio in tutte le direzioni in sintonia con i magiori esperti e soprattutto con l'Istituto Superiore di Sanità". L'assessore ha agiunto che si vuole dare un messaggio di rassicurazione, immediato, alla popolazione. (agg. di Matteo Fantozzi)

A RISCHIO APERTURA SCUOLE

Il caos nel bresciano è tutt’altro che domato: ancora non si sa di preciso cosa e come è stata provocata l’epidemia di polmonite - anche se la legionella ormai sembra essere stata accantonata come spiegazione, ndr - e nuovi possibili casi potrebbero avvenire nei prossimi giorni. Per questo motivo, nonostante le rassicurazioni delle autorità sanitarie, l’apprensione nella comunità della Bassa Bresciana resta alta ed è a rischio l’apertura delle scuole. «I controlli a tappeto decisi dalla regione e dall’Ats potrebbero interessare pure gli edifici scolastici, facendo slittare l’inizio delle lezioni di mercoledì», spiega BresciaOggi in un editoriale in edicola. Potrebbe tutto slittare fino a lunedì prossimo, in attesa che giungano precise rassicurazioni sulla provenienza e l’origine di quel batterio “incognita” che sta terrorizzando parte della comunità nel Bresciano. (agg. di Niccolò Magnani) 

BATTERIO NELL’ACQUA? “SOLO ILLAZIONI”

Continuano a salire i casi di polmonite nella Bassa Bresciana, dove sembra essersi diffusa una vera e propria psicosi. L'ultimo bollettino, come riporta il quotidiano Il Giorno, parla di 138 casi in pochi giorni con altrettanti accessi nei pronto soccorso di numerosi ospedali della Regione. L’Ansa, tuttavia, questa mattina titola 148 casi, due legionella. Le persone ricoverate sono 124 e due i decessi sospetti - e che, come riporta la stessa agenzia di stampa, l'assessore regionale a Welfare e Sanità Giulio Gallera avrebbe smentito un collegamento con i casi di polmonite - registrati ad oggi, mentre in zona cresce la paura che ha portato inevitabilmente all’accaparramento dell'acqua minerale dove sei supermercati ormai scarseggia. A nulla sarebbe servito l'avvertimento dell'autorità sanitaria secondo il quale l'acqua di rubinetto sarebbe perfettamente potabile e sicura. Nonostante le rassicurazioni giunte da più fronti, dunque, la gente ha paura della legionella. A spiegare questo clima di vero terrore è stato responsabile della segreteria dell’Avis di Brescia che al quotidiano ha commentato: "Noi in genere beviamo acqua minerale ma in queste ore mia moglie, che andata a fare la spesa, è riuscita a trovare solo una confezione da sei bottigliette da mezzo litro. La gente ne ha comprata più di quella che serve poiché c’è il timore che l’acqua abbia dei problemi. Naturalmente al momento sono tutte illazioni". (Aggiornamento di Emanuela Longo)

DUE AUTOPSIE: “NON È CAUSA DELLA MORTE”

Di fronte a oltre 130 casi di polmonite nella bassa Bresciana orientale non si può non parlare di epidemia. Sono 121 gli accessi registrati al Pronto soccorso, di questi 107 sono stati ricoverati. Si tratta in gran parte di ultra 60enne in condizioni già problematiche di salute. Sono stati disposti accertamenti sulle morti di un 85enne di Carpendolo e di una 69enne di Mezzane di Calvisano per valutare se la causa sia legata in qualche modo all'epidemia, ma le autopsie hanno dato esito negativo. «I due decessi di Brescia non parrebbero essere collegati ai casi di polmonite», ha detto l'assessore lombardo alla Sanità Giulio Gallera, come riportato dal Fatto Quotidiano. E poi ha aggiunto: «Lavoriamo a 360 gradi per individuare la causa di questo fenomeno. Ad oggi i casi sono 138, dei quali due soli quelli di legionella». Nel pomeriggio di ieri si è tenuto un vertice tra Ats, l'agenzia lombarda di tutela della salute e i gestori degli acquedotti nella bassa Bresciana. «I tecnici dell'igiene stanno realizzando campionamenti delle acque potabili, mentre il laboratorio ha in corso analisi specifiche i cui esiti saranno disponibili nei prossimi giorni», ha aggiunto l'assessore regionale Gallera. (agg. di Silvana Palazzo)

DUE MORTI: DISPOSTE AUTOPSIE

L’allarme polmonite registrato in queste ultime ore in quel di Brescia ha portato le autorità ad approfondimenti sui due decessi avvenuti a Carpenedolo e a Mezzane di Calvisano, un 85enne e un 69enne morti in circostanze sospette. E’ stata disposta l’autopsia per capire se i due decessi siano collegati fra loro, e di conseguenza, se si tratti di un’epidemia, quindi di una malattia con un unico ceppo. Nel frattempo l’Ats di Brescia ha diramato un vademecum con l’elenco di alcune norme da seguire per evitare un probabile contagio, e nel contempo sta effettuando le analisi degli acquedotti per capire se l'acqua sia stata contaminata da un batterio, una delle ipotesi più accreditate. Nei prossimi giorni si saprà senza dubbio di più in merito all’analisi delle acque, ma anche e soprattutto sulla causa della morte dei due signori anziani di cui sopra. La regione Lombardia ha comunque fatto sapere che "non esiste alcun tipo di rischio per l'utilizzo dell'acqua alimentare e non sussiste alcuna restrizione al normale svolgimento dell'attività nelle varie comunità, tra scuole e luoghi di lavoro”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

I CONSIGLI DELL'ATS DI BRESCIA

Emergenza polmonite nel bresciano, con più di 150 casi registrati in particolare nella zona di Montichiari, dove il pronto soccorso è stato preso d’assalto. Nel giro di poche ore si è passati da una percentuale di consulti per polmonite dell’1%, all’80, chiaro indizio di come si stia diffondendo una psicosi in quella zona della Lombardia. Visti i molteplici pazienti registratisi in questi ultimi due giorni, l’Agenzia per la tutela della salute di Brescia (Ats) ha deciso di intervenire, diffondendo un messaggio rivolto ai cittadini, dove si elencano i consigli per evitare di venire contagiati. In particolare, fra le accortezze da tenere, evitare l’utilizzo di vasche idromassaggio, evitare di innaffiare i giardini utilizzando pompe con diffusori a spruzzo, evitare l’impiego di acqua del rubinetto per riempire gli aerosol, smontare, disincrostare e disinfettare i filtri dei rubinetti, i soffioni e i tubi flessibili delle docce, o eventualmente sostituirli. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

ALLARME POLMONITE

Allarme polmonite nel bresciano. Sono ben 150 i casi verificatisi in una settimana, nella zona in particolare fra Calvisano, Montichiari e Carpenedolo, sul confine con la provincia di Mantova. Il tutto, come ricorda il quotidiano Il Giorno, è partito il 2 settembre, dopo una segnalazione di un picco sospetto di polmonite da Montichiari. Quindi è iniziata l’escalation, con venerdì che si parlava di 71 casi di persone ricoverate presso le strutture ospedaliere, che nel giro di un giorno sono raddoppiati, arrivando a toccare quota centocinquanta. Si sono registrati anche due decessi, anche se sono ancora in corso le verifiche sull’agente patogeno. Attualmente gli esperti non usano il termine epidemia, visto che non sembrerebbe esservi un’unica causa per gli ammalati, ma è anche vero che il numero di contagiati è troppo elevato rispetto alla media del periodo, e di conseguenza si stanno attuando tutte le misure di sicurezza necessarie. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

EPIDEMIA DI POLMONITE

È stato messo in piedi un vertice tra Ats di Brescia e i gestori degli acquedotti, questo in seguito ai 150 ricoveri tra Brescia e Mantova per polmonite. L'allarme è legato alla legionella con un possibile batterio che potrebbe portare a un rischio contagio decisamente elevato. A ravvisare l'allarme è stato l'assessore regionale Giulio Gallera che ha specificato come anche l'Istituto superiore di sanità sia stato coinvolto nel percorso di valutazione di questo caso. Questi ha specificato, come riportato dal Corriere della Sera, che: "Le Aziende sociosanitarie territoriali stanno fornendo ad Ats Brescia aggiornamenti tempestivi sul numero di casi e sugli esiti degli approfondimenti diagnostici effettuati. Attraverso i vari dati raccolti si sta mappando la diffusione territoriale di questo fenomeno". Ad essere particolarmente interessati sono sei comuni: Acquafredda, Calvisano, Carpenedolo, Montichiari, Remedello e Visano.

"VERIFICA ALLA RETE IDRICA"

Tra le varie situazioni messe sotto controllo c'è anche la rete idrica. Sempre Giulio Gallera ha specificato: "Il personale di vigilanza del dipartimento di Igiene e prevenzione sanitaria e del laboratiorio di sanità pubblica dell'Ats di Brescia è ora impegnato nella verifica della rete idrica dei Comuni interessanti". Il rischio contagio è elevatissimo perché si parla della possibilità di un batterio presente nell'acqua. Tutta questa emergenza ha fatto tornare la mente a due mesi fa quando nell'hinterland era scoppiato un problema legato alla legionella con 52 casi accertati e purtroppo anche quattro persone morte. La speranza è che si possa trovare una soluzione per evitare che i casi di polmonite si vadano a moltiplicare con il passare del tempo.

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