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MOSTRE/ Falsi miti e verità sui cambiamenti climatici spiegati alla Bicocca di Milano

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Nel clima di confusione in cui è immersa l’università italiana ci sono studenti appassionati allo studio e alla ricerca. Non si tratta di una notizia che avrà l’onore delle cronache sui grandi quotidiani, ma è indicativo di un desiderio di conoscenza che nessun taglio di risorse e nessuna occupazione possono bloccare. Dal 17 al 21 Novembre è stata allestita presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca la mostra “Atmosphera: realtà e miti dei cambiamenti climatici”, realizzata dall’Associazione Euresis in occasione dell’ultima edizione del Meeting di Rimini per l’amicizia tra i popoli. Ad esporla e a spiegarla gli universitari dell’associazione studentesca Help Point.

 

Il Rettore della Bicocca, Prof. Marcello Fontanesi, nell’incontro di apertura della mostra, ha incoraggiato i numerosi giovani presenti a prendere sul serio gli argomenti dei loro studi, sull’esempio dell’approccio metodologico usato dai curatori della mostra. All’incontro è intervenuto anche il Col. Mario Giuliacci, Professore di Fisica dell’Atmosfera e responsabile del Centro Epson Meteo, sottolineando che i dubbi e le incertezze illustrati accanto ai dati certi non vogliono aumentare la confusione, ma piuttosto far emergere la complessità del problema, via obbligata per la ricerca della verità.

 

«Questa mostra - ha dichiarato il Prof. Elio Sindoni, Direttore del Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e del Territorio - affronta il problema in modo rigoroso, cercando di mettere in evidenza le certezze e soprattutto i tanti dubbi. Il sistema “clima” è estremamente complesso, dipendendo da una serie di parametri astronomici, astrofisici, terrestri, atmosferici, e molti altri. Per questo i modelli che si cerca di costruire hanno margini di incertezza enormi e chi affronta seriamente il problema non può non tenerne conto. L’unica strada seria da intraprendere è quella della ricerca, poiché siamo in possesso di tecniche sempre più raffinate che ci permettono di indagare nel passato e, grazie a queste indagini, costruire modelli sempre più attendibili per il futuro del clima sul nostro pianeta». Dalle sue parole sono emerse chiaramente le conclusioni dell’intera mostra: «Se pur respingiamo il “catastrofismo”, dobbiamo tener conto che la Terra è un pianeta dalle caratteristiche eccezionali, forse uniche nell’universo, ma con un equilibrio delicatissimo, e che le sue risorse non devono essere “depredate”, ma usate con temperanza, in modo da non privarne i nostri “eredi”».

 

Visitatori di varie età hanno potuto approfondire le proprie conoscenze e confrontarsi col giudizio dei curatori. Ragazzi delle scuole medie e superiori hanno seguito le guide scoprendo con stupore il funzionamento dell’effetto serra, l’importanza e il ruolo del sole e la complessità dell’intreccio dei fattori in gioco nel clima terrestre. Numerosi universitari della Bicocca, da biotecnologie a scienze della formazione a economia, hanno avuto modo di acquisire informazioni fuori dai filtri dei media e qualcuno ha addirittura trovato un aiuto per il lavoro di tesi! Una matricola, stupita della proposta dei ragazzi di Help Point, ha commentato: «è bello che condividiate i vostri interessi, le notizie e i giudizi che avete scoperto». Anche per chi si è implicato come guida è stata un’esperienza di novità, come racconta Giulia: «Preparandomi per spiegare la mostra mi sono accorta che non potevo tralasciare le cose che mi interessavano meno, come faccio solitamente nel mio studio: per essere in grado di farmi capire dovevo prendere seriamente ogni aspetto. Andando a fondo in questo modo, ho scoperto un gusto nuovo per la conoscenza, anche nello studio di ogni giorno».

 

L’esposizione della mostra presso l’università di Milano-Bicocca è stata un’occasione per tutti di incontrare una posizione di serio e rinnovato interesse scientifico, che non pretende né di assolutizzare un dettaglio né tanto meno di dare tutte le risposte, ma rilancia ad una reale apertura dello sguardo.

 

(Anna Giorgioni, Sharon Muggeo)



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