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MARTE/ Da Phoenix arriva la prova definitiva: c'è acqua sul pianeta rosso

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La notizia è stata diffusa dalla Nasa con toni entusiastici, toni a cui per la verità la missione Phoenix ci ha abituati. E dalla sonda ieri è giunta la prova che tutti aspettavano: su Marte c'é – inequivocabilmente - acqua.

La Nasa ha atteso fino ad oggi per comunicare ufficialmente di aver raggiunto la prova scientifica che andava cercando. Gli scienziati volevano prima esserne certi al cento per cento e per questo hanno atteso i risultati di tutte le analisi condotte attraverso Phoenix, un laboratorio avanzatissimo, con strumenti che, nei laboratori, occuperebbero intere stanze e che invece in Phoenix sono 'condensati' in 60 chili. 

L'obiettivo della missione, che in un primo tempo avrebbe dovuto durare appena 90 giorni, era quello di scavare il suolo marziano per ottenere campioni di ghiaccio da analizzare con gli strumenti tipici della chimica in soluzione. Phoenix è infatti dotato di quattro microcelle dove i campioni di suolo prelevati dalla superficie del Polo Nord del pianeta sono stati sciolti e testati in diversi modi.  A farlo è stato il modulo chiamato Meca (Microscopy Electrochemistry and Conductivity Analyzer), uno 'strumento' che contiene un microscopio a forza atomica e che ha analizzato le particelle (grandi circa 20 millesimi di millimetro) per testare la conducibilità elettrica e l'acidità dei campioni prelevati.  Phoenix è dotato anche uno spettrometro di massa, uno strumento capace di trovare tracce infinitesime di materiale organico e di verificare il rapporto tra i diversi isotopi di ossigeno e azoto, il cui valore può essere influenzato dai processi biologici.

I risultati di quel test sono stati inviati a Terra grazie ai satelliti Mars Odissey e Mars Orbiter e oggi la Nasa ha confermato che si tratta di acqua. La sonda americana aveva raccolto il suo primo campione del suolo di Marte il 6 giugno scorso, segnando l'avvio della fase della missione volta appunto alla ricerca dell'acqua. Il campione di suolo 'marziano' raschiato dal braccio robot della sonda era quindi stato introdotto nel laboratorio di Phoenix per una prima analisi. Gli scienziati della Nasa erano interessati in particolare all'analisi delle particelle bianche prelevate, che ad una prima osservazione parevano essere 'indizi' della presenza di acqua. Oggi la conferma: quel ghiaccio era effettivamente acqua. William Boynton, uno scienziato dell'Università dell'Arizona, in un comunicato diffuso dalla Nasa ha riassunto così l’evento: «Abbiamo visto prove di questo ghiaccio d'acqua prima nelle osservazione orbitali dell'Odyssey e il mese scorso nei pezzi che si scioglievano osservati da Phoenix, ma è la prima volta che l'acqua marziana è stata toccata e assaggiata».



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