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CERN/ Stop di tre mesi per l’acceleratore di particelle LHC

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Potrebbe fermarsi per tre mesi l'acceleratore più grande del mondo, il Large Hadron Collider (Lhc) del Cern di Ginevra, in seguito al problema tecnico di sabato scorso.

Di conseguenza, considerando il fermo della macchina programmato da tempo in gennaio per la manutenzione, le prime collisioni di particelle che erano attese proprio in questi giorni potrebbero avvenire soltanto in primavera. «È un ritardo che dispiace, ma sono questi i tempi tecnici necessari per risolvere il problema», dice da Ginevra il fisico Sergio Bertolucci, membro della giunta esecutiva dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e che dal prossimo primo gennaio sarà in carica come direttore di ricerca del Cern.

Oggi negli uffici del Cern si succedono le riunioni per fare il punto della situazione, e tra l'altro per decidere se la cerimonia di inaugurazione programmata per il 21 ottobre sarà confermata o meno. Nel frattempo nel tunnel circolare lungo 27 chilometri i tecnici stanno esaminando le condizioni necessarie a garantire la sicurezza in vista dei lavori di riparazione. Una procedura, questa, che richiederà uno o due giorni. Dopodiché si passerà all'esame tecnico dell'incidente.

A quanto si apprende, fino a questo momento non sembrano esserci stati danni ai grandi magneti necessari agli esperimenti. Il problema riguarderebbe invece la rottura di una giunzione che alimenta elettricamente i magneti. La scarica generata da questa rottura avrebbe quindi provocato una perdita di elio, necessario a mantenere la temperatura a 271 gradi sotto zero. Per poter riparare il danno sarà necessario alzare la temperatura nella macchina (si dovrà fare gradualmente, nell'arco di un mese, per evitare rotture meccaniche di bobine e magneti), poi ci sarà il tempo tecnico per i lavori e quindi un altro mese per abbassare gradualmente la temperatura.



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