BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

INQUINAMENTO/ Londra utilizza i licheni per misurare la qualità dell’aria

Pubblicazione:

licheneR375_14ott09.jpg
<< Prima pagina

E questa è un’attività che può fare chiunque. Così almeno ritengono gli scienziati di Opal che hanno messo in piedi un articolato sistema, basato principalmente su un efficiente sito internet, nel quale i volontari possono scaricare un pacchetto con una guida e un quaderno di lavoro e avere tutte le informazioni necessarie per iniziare la loro personale ricognizione. I dati raccolti vengono “caricati” nel sito e vanno a costruire una serie di mappe che si aggiornano continuamente e danno una visione complessiva della situazione. Se andate a visionare le apposite pagine del sito Air Survey, trovate delle chiare mappe del territorio inglese con indicati i punti di rilevamento dei licheni e per ogni punto l’indicazione del numero di campioni e la denominazione esatta della specie, come pure il numero di foglie controllate e il quantitativo di macchie rilevate su ciascuna foglia.

L’obiettivo scientifico di questa ricerca “popolare” è di fornire il maggior numero di dati per i ricercatori dei vari enti collegati all’iniziativa, che si stanno concentrando su inquinanti come gli ossidi di azoto e l’ammoniaca, che reagiscono particolarmente con i licheni: gli ossidi di azoto sono prodotti dalla combustione dei combustibili fossili e sono associati specialmente alle emissioni da autoveicoli; l’ammoniaca deriva da processi agricoli che prevedono l’impiego intensivo di fertilizzanti azotati.  

Come per le ricerche sui licheni, un processo analogo è stato messo in moto per l’altro progetto relativo ai suoli. Quest’ultimo è rivolto all’esplorazione degli strati superficiali del terreno e alla presenza di una varietà di lombrichi che svolgono una funzione importante nel riciclo dei nutrienti delle piante e nella aerazione e umidificazione dei terreni. Anche qui, il sito di Opal mostra le mappe con il numero di lombrichi trovati nelle varie località e con la descrizione, per ciascun reperto, dei dati scientifici più significativi: la data del ritrovamento, il tipo di zona (se campo agricolo, area urbanizzata, sito industriale o altro), la natura del terreno, il suo pH, poi il tipo di lombrichi, con l’esatta denominazione latina.

E non manca chi approfitta per un legittimo business legato a questa iniziativa. Il sito rinvia a una lista di fornitori di supporti necessari alle indagini, come lenti di ingrandimento, strisce per la misura del pH, bustine di aceto per testare la composizione dei terreni.

 

Guarda i risultati delle campagne di monitoraggio sul sito di Opal http://www.opalexplorenature.org/?q=surveys



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.