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SCOPERTA/ Carusotto (Bec - CNR): ecco come ho trovato la luce che cambierà i computer

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Assolutamente no. Sono fandonie da sensazionalismo. Quelli che utilizziamo sono materiali scelti in maniera molto particolare, una luce di una frequenza ben definita e in precise condizioni di laboratorio. Anche l’idea che la nostra luce trapassi la nebbia è un’esagerazione. Pensi che lo stesso meccanismo non funzionerebbe così perfettamente nemmeno all’aria aperta. Il materiale passato è Arseniuro di Gallio, GaAs (non arsenuro come qualcuno ha scritto). Il fenomeno che sta alla base della tradizione superfluida dell’Arseniuro non può essere visto a occhio nudo. Quindi chi pensa al cannocchiale da 007 per spiare le case altrui sta sognando

 

Quindi il fenomeno della superfluidità dipende sia dalla qualità della luce sia dal mezzo attraversato?

 

Soprattutto dal mezzo. È con la combinazione di più elementi che si ottiene questo effetto incredibile.

 

Qualcuno ha tirato in ballo gli ultimi premi Nobel per la Fisica. Che cosa c’entrano con il vostro esperimento?

 

I vincitori del Nobel hanno portato a termine la realizzazione dei CCD. I CCD altro non sono che circuiti integrati, li possiamo trovare in una qualsiasi macchina fotografica digitale. Certo, quelli utilizzati nei laboratori di Parigi forse erano un pochino più sofisticati, ma lo strumento è identico. L’altro legame “pionieristico” con il Nobel 2009 sono le fibre ottiche, un mezzo per trasportare informazione ottica. La luce superfluida potrebbe essere applicata per realizzare dell’elaborazione ottica, cioé non soltanto per trasmettere informazione, ma anche per elaborarla, fare calcoli.

 

A questo proposito, quali sono i vantaggi che si potranno ottenere da questa scoperta?

 

La cosa che ci intrigava all’inizio è appunto questa, utilizzare la propagazione della luce all’interno di questi materiali, all’interno dell’Arseniuro di Gallio che peraltro è lo stesso materiale usato in molti dispositivi a semiconduttori di uso corrente utilizzarli. Usare questa luce per l’elaborazione dell’informazione potrebbe migliorare esponenzialmente le prestazioni di qualsiasi computer.

 

Ci sono altri campi nei quali questa scoperta potrebbe rivelarsi importante?

 

Alla lunga si potrebbe pensare che queste ricerche potrebbero essere d’aiuto per il famoso computer quantico. E davvero una prospettiva a lunghissimo termine. Poi le applicazioni della superfluidità sono innumerevoli. Ad esempio i magneti a superconduttore che vengono utilizzati dentro l’acceleratore di particelle di Ginevra sono basati sul meccanismo superconduttività che è un analogo della superfluidità. Se non ci fosse questo fenomeno il costo energetico sarebbe impossibile da sostenere. Pensiamo che questa scoperta potrebbe servire anche in questa direzione.



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COMMENTI
16/10/2009 - Una domanda ingenua (Francesco Giuseppe Pianori)

Questa caratteristica potrebbe voler dire che il fotone, contrariamente a quanto dice Maxwell nelle sue equazioni, ha una sua massa, per quanto piccolissima o infinitesimale? Da perfetto e appassionato ignorante di fisica pongo questa domanda. Grazie

RISPOSTA:

Il sig. Pianori ha assolutamnte ragione: nel sistema da noi considerato la luce ha una massa finita (dell'ordine di 1 eV) dovuta alla geometria del confinamento lungo l'asse della cavita'. Nel caso (piuttosto simile) di una guida d'onda metallica per microonde, la massa sarebbe data dalla frequenza di taglio della guida. Questa massa non-nulla e' poi cruciale per poter estendere la teoria della superfluidita' dei sistemi materiali al caso della luce. Iacopo Carusotto.