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NUMERI/ Lafforgue: io, toccato da quel mistero che unisce idee e realtà

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La matematica è una tradizione, come la Chiesa; implica una trasmissione vivente e quindi si pratica in seno a una comunità. La matematica esiste in tutti i paesi del mondo. Quando si è matematici si è portati costantemente a conoscere matematici, di altri paesi, con altre convinzioni. E con queste persone si trova comunque un accordo sulla matematica. Questa è un’esperienza importante: è l’esperienza dell’universalità della verità che ha conseguenze positive anche sul piano umano. Quello della comunità dei matematici, è in fondo uno degli ambienti meno conflittuali.

C’e poi anche un aspetto individuale. La maggior parte del nostro lavoro si effettua da soli davanti a una pigna di carta. La manifestazione della verità domanda che nelle persone ci sia il desiderio della verità e questo desiderio deve essere portato dai singoli.

 

Il suo lavoro di matematico tende a unificare settori diversi: analisi, geometria, algebra. Questo affascina.

 

Anch’io sono impressionato. Il mio studio permette la convergenza di teorie matematiche molto diverse e questo è per me sorgente inesauribile di meraviglia. Ancora oggi considero il risultato che ho dimostrato sulla corrispondenza di Langlands (per il quale ha ricevuto la Medaglia Fields, ndr) come un miracolo! Il fatto che sia stato dimostrato non fa scomparire il sentimento di meraviglia.

 

(a cura di Marta Calanchi)



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