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TECNOLOGIA/ Da Utopia al Medio Oriente: “Masdar” la perfetta città del futuro

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La grande quantità di energia consumata dalle città dove si abita e lavora seguendo gli stili di vita delle società cosiddette avanzate, non è purtroppo facile da ridurre senza drastici e costosi interventi di ristrutturazione degli involucri edilizi, degli impianti e dei sistemi di trasporto, interventi che spesso richiederebbero anche una rivoluzione delle stesse piante e strutture viarie delle città, evidentemente ancora più difficili. È per questo che negli ultimi anni sono stati concepiti, da alcuni dei più prestigiosi studi internazionali di architettura, progetti avveniristici di città completamente nuove, per le quali è stato possibile porsi fin dall’inizio l’obbiettivo di minimizzare i consumi di energia, o meglio di utilizzare energia prodotta completamente da fonti rinnovabili (carbon free) e di spingere al massimo il riciclo dell’acqua e delle altre risorse.

Fra questi progetti, quello più concretamente avviato alla realizzazione è la nuova città di Masdar, la cui costruzione è iniziata circa un anno e mezzo fa ad Abu Dhabi (Emirati Arabi Uniti).

Masdar è stata progettata dallo studio inglese Foster &Partners, come un modulo compatto di 6 km quadrati che verrà edificato in un’area desertica situata circa a metà fra l’aeroporto internazionale di Abu Dhabi e la costa. Si tratta peraltro di una zona a clima caldo umido e con ventosità moderata, dove i principali consumi energetici degli edifici sono quelli per la ventilazione e il condizionamento. Per ridurre i fabbisogni specifici, i progettisti hanno riutilizzato alcuni canoni tradizionali dell’architettura araba, maturati in millenni di storia locale, dei quali si è ri-compresa tutta l’efficacia, quali: vie strette ed ombrose, edifici non molto alti e dotati di cortili interni, mura compatte, al perimetro esterno della città, per difendersi dal deserto, sistemi naturali di ventilazione, quali le cosiddette “torri del vento”, oltre a un accurato orientamento di tutta la città in modo che venga percorsa più liberamente dai venti marini più freschi. A questi accorgimenti di tipo “passivo”, volti a minimizzare i fabbisogni energetici, il progetto affianca un totale ricorso all’energia solare, abbondantemente disponibile in Abu Dhabi, per produrre l’elettricità necessaria per gli usi generali, l’illuminazione e i trasporti, tramite pannelli fotovoltaici delle varie tecnologie oggi disponibili. I pannelli solari termici a concentrazione e a tubi evacuati, abbinati a sistemi di accumulo a sali fusi, saranno invece utilizzati per produrre il calore che alimenterà gli impianti di condizionamento del tipo ad assorbimento; a questo scopo si sta anche valutando la possibilità di utilizzare acque calde geotermiche, presenti nel sottosuolo. Per fornire l’energia elettrica, anche quella utilizzata durante la fase di sviluppo della città, il primo passo della costruzione sarà la realizzazione di una grande centrale fotovoltaica, all’esterno dell’area cittadina. Ma negli edifici stessi del nucleo urbano verrà fatto il massimo sforzo di integrare una ulteriore ingente superficie di pannelli fotovoltaici, che verranno utilizzati anche a scopo di protezione passiva, per esempio per aumentare ulteriormente l’ombreggiamento delle strade e dei cortili interni.

 

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