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SCOPERTA/ In arrivo il “naso elettronico” che odorerà la salute degli alberi

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Dal 2005 la Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Milano sta portando avanti una ricerca finanziata dal Comune di Milano e coadiuvata dalla cooperativa sociale “Demetra” per la valutazione della capacità diagnostica di uno strumento sensoriale, il naso elettronico, nel “captare” la presenza di carie e/o funghi cariogeni nel tronco e nelle radici di alberi in piedi, al fine di diagnosticare in modo preventivo la possibilità di danni al tronco e al colletto, dunque di intervenire quanto prima sulla pianta.

Il funzionamento del naso elettronico si basa sulla capacità dei sensori contenuti in esso di captare la presenza di determinate specie chimiche emesse dai funghi cariogeni o dalla pianta malata, e di dare una risposta univoca sulla loro presenza.

Ogni organismo vivente, infatti, emette un bouquet di aromi particolare e diverso a seconda dello stato fisiologico in cui si trova. La pianta, nelle prime fasi di attacco da parte dei funghi cariogeni, emette un bouquet di aromi completamente differente da quello emesso in condizioni di sanità. Nello stesso modo, funghi cariogeni appartenenti a specie diverse emetteranno aromi totalmente diversi.

La sperimentazione ha fino ad ora portato risultati inaspettati, sia su campioni di legno prelevati da piante malate o inoculati ad arte, sia su alberi malati ancora in piedi, sia prelevando aria tellurica dalla porzione di suolo occupato dalle radici di piante malate. La possibilità di utilizzare il naso elettronico in questo tipo di diagnosi su larga scala, sarebbe una novità assoluta, e rivoluzionerebbe totalmente la valutazione della stabilità delle piante. La metodologia è in effetti totalmente non invasiva (si possono prelevare decine di campioni di suolo o di aria tellurica da una stessa pianta senza per questo arrecarle il minimo danno), operabile da personale non specializzato, e soprattutto precoce.

 

(Manuela Baietto)



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