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NOBEL/ Alla scoperta dei ribosomi, i traduttori del Dna

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Infatti, grazie alla conoscenza della struttura del ribosoma e a un modello tridimensionale - sviluppato dai tre scienziati - che dimostra la reazione degli antibiotici sul ribosoma, potranno essere progettati antibiotici sempre più efficaci, basati sulla capacità di inibire selettivamente il funzionamento dei ribosomi batterici (ma non di quelli umani), e che andranno ad aggiungersi ai farmaci già disponibili. Tortora si sofferma poi sul tipo di lavoro e sull’esperienza di ricerca condotta dai tre vincitori del Nobel; che peraltro non sono nuovi a imprese di un certo peso. Ada Yonath ha già ottenuto, tre anni fa, un importante premio come il premio Wolf per la chimica e ora dirige il Centro per la struttura biomolecolare dell'Istituto scientifico Weizmann di Rehovot; Steitz è professore di biofisica molecolare e biochimica in un centro universitario importante come quello di Yale; Ramakrishnan opera presso il laboratorio di biologia molecolare del Medical Research Council di Cambridge, dove nel 2000 è stata individuata la struttura della subunità 30S dei ribosomi e la sua interazione con molti antibiotici.

«È opportuno enfatizzare la dimensione gigantesca di questa impresa: le prime molecole la cui struttura è stata definita mediante cristallografia ai raggi X, tra la fine degli anni ’50 e l’inizio dei ’60 del secolo scorso, avevano una dimensione non superiore a un cinquantesimo di quella dei ribosomi, e all’epoca richiesero un lavoro ventennale. In ogni caso, anche con le risorse oggi disponibili, l’ottenimento di strutture proteiche di questa dimensione richiede ancora diversi mesi di lavoro».



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