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ISCHIA/ L’esperto: il perché di una frana inevitabile sull’isola degli abusi

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Nell’ultimo milione di anni, non c’è da sorprendersi, sono cambiate le condizioni climatiche, in particolar modo rispetto alle piogge.  Gli eventi di pioggia sembrano molto più concentrati in brevi periodi anziché diffusi in periodi lunghi. Ischia è caratterizzata da una serie di macromovimenti di massa, antichi movimenti franosi, che hanno “sbrindellato” tutto il territorio. Per cui l’attenzione di chi costruisce in queste zone avrebbe dovuto essere massima. Adesso ci troviamo in una situazione di non ritorno, una situazione in cui per ritornare alle condizioni quo ante erant bisognerebbe chiamare la marina militare che, con alzo zero, abbatta a cannonate tutte le costruzioni sulle coste e restituisca all’isola quelle che erano le sue caratteristiche naturali. È un’isola vulcanica, caratterizzata da aspetti geomorfologici che sono stati stravolti da centinaia di edifici che assomigliano più a pollai che a vere e proprie abitazioni di intelligente fattura.

 

Che problematiche hanno generato questi macromovimenti di massa?

 

Dalla cima del monte Pietra dell’Acqua, che è la parte quasi culminante con i suoi 720 m, si slabbrano verso ogni direzione tutte le masse che sono al contorno di questa antica struttura vulcanica. A fronte di ciò c’è da notare l’approfondimento pauroso dei solchi erosivi, cioè di quelli che possiamo chiamare fossi, questi microbacini idrografici che hanno generato delle incisioni notevoli a testimonianza del fatto che certamente l’isola ha subito, in tempi geologicamente recenti (15/20.000 anni fa), un notevole innalzamento così da acconsentire a un approfondimento altrettanto notevole dei corsi d’acqua.  Nella zona interessata, ossia di Casamicciola, c’è la Cava Caduta, la Cava del Puzzillo e molte altre “cave”. Sono tutti fossi che sono potentemente penetrati all’interno del materiale geologico dimostrando come questo materiale sia una sorta di “pseudo ricotta”, termine non scientifico che rende l’idea della facile penetrabilità di queste masse piroclastiche da parte dei corsi d’acqua. Non è certo un terreno quindi sul quale edificare con tranquillità.

 

Quindi quanto è successo era a dir poco prevedibile?

 

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COMMENTI
11/11/2009 - Un modesto suggerimento (Adriano Sala)

Il professor Guerricchio è veramente grande! Si è espresso in modo colorito, ma chiaro, diretto e con grande autorevolezza. Ce ne fossero di uomini così! Un solo e modesto suggerimento, se volete anche "divertente". Provate ad analizzare il nome di certe zone franose e dal nome scoprirete che i nostri nonni avevano già capito che da certe zone era meglio stare alla larga. Sfortunatamente al giorno d'oggi l'esperienza ancestrale non è più una virtù e i risultati si vedono. Adriano