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ALLARME/ L’esperto: Tonno rosso in via d’estinzione, superato il punto di non ritorno

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Noi non abbiamo idea della crescita esponenziale che ha avuto per oggetto la pesca da allora ad oggi. Un tempo, fino a pochissimi anni fa, una cinquantina circa, la Sicilia era uno dei luoghi più famosi e rinomati per la sua pesca al tonno rosso. Ma si trattava di tonnare piccolissime, tonnare cosiddette “fisse” che nutrivano una piccola parte della popolazione. Oggi disponiamo di tonnare volanti supertecnologiche, capaci di raccogliere decine di tonnellate di tonni a pescata. Si può capire come questo possa incidere sull’equilibrio dell’habitat mediterraneo.

 

Lei ha citato la Sicilia, che in effetti è legata alla tonnara come a tante altre tradizioni, ci sono altri luoghi in Italia che praticano questa “pesca selvaggia”?

 

Che io sappia adesso il problema non è più soltanto legato all’Italia, ma è di dimensioni globali. Direi che i paesi più “colpevoli” dell’estinzione del tonno rosso sono la Spagna, la Libia, Malta, la Croazia. Dispongono di fortissime flotte di pescherecci.

 

In quanto tempo si prevede l’estinzione del tonno rosso o, se le cose dovessero cambiare, quanto tempo occorrerebbe per ripristinare la situazione alla normalità?

 

Scientificamente rispondere alla prima domanda non ha senso. Non si può dire con certezza la data di scadenza, la deadline dell’esistenza dei tonni. Purtroppo è invece probabile che il punto di non ritorno sia stato superato. Non possiamo sapere se provocherà davvero beneficio la drastica diminuzione dei pescaggi.

 

Un’ultima domanda. Molti sostengono che l’allarmismo sarebbe eccessivo proprio per una mancanza di dati. È vero?

 

Questa è una falsità assoluta. I dati sono stati pubblicati sia dalle organizzazioni che ho citato prima sia dal WWF. Sul sito di quest’ultima associazione è possibile visitarli con estrema facilità e rendersi conto di quanto sia drammatica l’attuale situazione.



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