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SCOPERTA/ Dagli Usa il modo per trasformare il movimento in elettricità

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La soluzione sembra essere stata trovata dal team guidato da Brian Mann e comprendente anche Samuel Stanton e Clark McGehee che hanno collaudato il nuovo sistema nel loro laboratorio e hanno pubblicato i risultati sulla rivista Applied Physics Letters. Lo stratagemma sta nel far convergere tra ambiti diversi: magnetismo, elettricità e meccanica. L’abbinamento di questi ultimi due dà origine al fenomeno della piezoelettricità, termine un po’ ostico ma che spiega il funzionamento di oggetti di uso corrente come un accendigas: si tratta di sottoporre particolari materiali cristallini a deformazioni meccaniche per indurli a generare elettricità; un processo scoperto 130 anni fa da Pierre Curie e ampiamente utilizzato in molti campi. Il magnetismo interviene come “sintonizzatore”: in pratica, si parte da un piccolo bilanciere di materiale piezoelettrico, lungo alcuni centimetri e largo qualche millimetro, con a un’estremità un piccolo magnete; ai suoi lati vengono posti altri due magneti mobili, con polarità opposte che interagiscono col bilanciere in modo non-lineare. Spostando leggermente i due magneti si sintonizza il bilanciere in modo da fargli apprezzare le più piccole variazioni nell’ambiente circostante e quindi da indurlo a produrre elettricità su un ampio spettro di frequenze. L’esito quindi è di potenziare le prestazioni di dispositivi che di per sé avrebbero un comportamento lineare rendendoli non lineari e sensibili anche a piccole variazioni di frequenza.

A questo punto anche la fantasia dei progettisti si può sbizzarrire e c’è già chi immagina energia prodotta dai tic nervosi o dalle gocce dei rubinetti che perdono. Più realisticamente, lo stesso capogruppo Mann sta perfezionando dei sensori sensibili alle onde marine e non vede l’ora di poterle piazzare sulle boe al largo degli Oceani.

 

(Michele Orioli)



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COMMENTI
20/11/2009 - Il movimento è dovunque (Italo Magos)

A proposito dei generatori di elettricità, conosco bene l'argomento, come si può vedere dal mio sito Yogaapaia.it al capitolo "scienza". Forse la notizia era mal formulata all'origine e riguardava un solo prodotto per la sua struttura, finalizzata ad una sola frequenza. Pensate ai microfoni piezoelettrici che hanno una risposta in frequenza da 15 a 15000 Hz. Si tratta solo di strutturare il prodotto in modo da non avere quel difetto che a volte è un pregio. Pensate all'accendino piezoelettrico che forse avete in tasca od in cucina. Hanno fatto delle barche che avanzavano con delle pinne che erano mosse dal moto ondoso che comprimeva dei cristalli di quarzo e forniva energia a motori. Ciao