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SCOPERTA/ Dagli Usa il modo per trasformare il movimento in elettricità

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In natura tutto è movimento: lo dicevano già gli antichi filosofi greci, ma i più pragmatici ingegneri americani cercano di trarre tutti i possibili vantaggi da simili considerazioni sulla mobilità dei fenomeni naturali. Così un gruppo di ricercatori del dipartimento di ingegneria meccanica della Duke University, nel North Carolina, ha messo a punto un sistema per produrre energia elettrica sfruttando i movimenti, anche piccoli, che ci si presentano nella vita di tutti i giorni.

Che l’energia si presenti in tante forme è ben noto, come pure è abbastanza chiaro che è possibile produrla in una forma utile come quella elettrica convertendo quella che si manifesta ovunque ci sia un movimento regolare e “catturabile”: basta pensare alla fortuna che stanno avendo i generatori eolici, che ormai si vedono spuntare anche nei posti più impensati. In quel caso però si tratta di grandi masse in movimento, come quelle dei venti, e di generatori di una certa potenza. Gli ingegneri della Duke giocano invece su un’altra scala, più a portata di mano: quella di tutto il ribollire di moti nei quali siamo immersi e che spesso neppure notiamo.

L’obiettivo è evidente: alimentare dispositivi elettrici collocati in posizioni di difficile accesso risparmiando la fatica e il costo della sostituzione delle batterie. Si pensi alle apparecchiature medicali impiantate nel corpo umano, come i pacemaker o i defibrillatori cardiaci, per alimentare i quali potrebbe essere sufficiente l’energia prodotta dalla camminata dello stesso paziente; oppure, a un altro livello, si pensi ai vantaggi di far funzionare la miriade di sensori necessari al monitoraggio ambientale, sfruttando le innumerevoli vibrazioni meccaniche presenti in tutti gli ecosistemi.

Il problema è che la natura è molto fantasiosa e sovrabbondante e quindi anche queste oscillazioni spontanee avvengono con una gran varietà di frequenze. Invece i dispositivi finora impiegati per convertire l’energia delle oscillazioni in elettricità funzionano bene solo in presenza piccole bande di frequenza, cioè di fenomeni lineari come potrebbe essere un movimento molto ritmato e perfettamente regolare: anche la camminata del più metodico e posato montanaro non è del tutto “lineare”. Servirebbe quindi un congegno in grado di trasformare in elettricità una vasta gamma di vibrazioni, di frequenze diverse e variabili.

 

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COMMENTI
20/11/2009 - Il movimento è dovunque (Italo Magos)

A proposito dei generatori di elettricità, conosco bene l'argomento, come si può vedere dal mio sito Yogaapaia.it al capitolo "scienza". Forse la notizia era mal formulata all'origine e riguardava un solo prodotto per la sua struttura, finalizzata ad una sola frequenza. Pensate ai microfoni piezoelettrici che hanno una risposta in frequenza da 15 a 15000 Hz. Si tratta solo di strutturare il prodotto in modo da non avere quel difetto che a volte è un pregio. Pensate all'accendino piezoelettrico che forse avete in tasca od in cucina. Hanno fatto delle barche che avanzavano con delle pinne che erano mosse dal moto ondoso che comprimeva dei cristalli di quarzo e forniva energia a motori. Ciao