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SCOPERTE/ Dalla marmitta catalitica alle nanoparticelle: il futuro della chimica passa da qui

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La reazione studiata era l’ossidazione di ossido di carbonio a anidride carbonica. Il risultato è stato che l’attività del catalizzatore aumenta fino alla dimensione di 20 atomi per poi diminuire fino all’attività già nota delle particelle di dimensioni superiori alla scala nano.

Lo studio conferma la nozione empirica che la massima dispersione del metallo favorisce l’attività e inoltre mette in correlazione quest’ultima con la struttura elettronica dell’aggregato metallico studiata attraverso la misura del potenziale di ionizzazione.

Una migliore conoscenza delle correlazioni tra proprietà e attività dei catalizzatori permette la realizzazione di reazioni chimiche molto più mirate con una minore quantità di prodotti collaterali di scarto e quindi con minore spreco di risorse sia in termini di materie prime che di energia.



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