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FISICA/ Riparte il super acceleratore, Lucio Rossi (Cern): ecco dove abbiamo sbagliato

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Ai primi ingegneri scesi nel tunnel dopo due giorni la linea dei magneti sembrava disastrata. Che cosa fare? L’incredulità era sui nostri volti. Per molti sembrava uno scacco senza rimedio. Non solo è stato difficile capire tutto l’accaduto (una “task force” di trenta fisici e ingegneri ci ha lavorato per quattro mesi), non solo era difficile a progetto completato prendere delle contromisure adeguate per prevenire simili incidenti, ma soprattutto angustiava la sensazione di essere schiacciato dallo sbaglio, dall’errore. Abituati a essere sempre ai primi posti della corsa tecnologica, a “vincere” sempre, si diventa un po’ presuntuosi, quasi arroganti. E la cosa che costa di più è ammettere, semplicemente, di essersi sbagliati. Sì, anche nelle nostre equazioni o macchinari più complessi progettati con sofisticati FEM e CAD (Finite Element Models e Computer Aided Design) c’è posto per l’errore. Ecco, per trovare l’energia per rinascere occorre partire da questa salutare ammissione: l’errore è possibile, anzi probabile in un sistema cosi complesso. Solo mettendolo in conto si può limitare il suo effetto. Insomma abbiamo re-imparato la lezione del Titanic. Con un vantaggio: colpiti ma non affondati, come nella vecchia battaglia navale, abbiamo potuto ripartire umilmente dal riconoscimento degli errori e, con un lavoro di squadra notevole, abbiamo intrapreso la lunga marcia della risalita, lavorando lungo tre direttrici principali:

- L’inventario dei danni: oltre 700 m ovvero 53 magneti da riportare alla superficie (dai 100 m sottoterra su cui si snodano i 27 km del tunnel); 39 da cambiare completamente, supporti criogenici da rifare, 5 km di tubo a alto vuoto da cambiare o ripulire a fondo nel tunnel; il rifacimento stesso del suolo del tunnel danneggiato.

- La rimozione delle parti danneggiate con un meticoloso lavoro per assicurare la sicurezza del personale, la preparazione dei magneti di riserva (che per fortuna e anche per sana previdenza erano sufficienti, nonostante l’incidente fosse stato del 500% più devastante dell’incidente ragionevolmente prevedibile), i test a freddo in superficie e la re-installazione dei magneti nel tunnel.

- La comprensione più esaustiva possibile delle cause e della dinamica dell’incidente e la messa in opera di tutte le misure per impedire questo e altri incidenti simili. Abbiamo installato un nuovo sistema di diagnostica circa tremila volte più sensibile e utilizziamo molto meglio il sistema che era già installato. Ora utilizziamo misure di precisione nell’elio superfluido, con una sensibilità di 0,01 °C su 100 metri di lunghezza. Non solo, ammaestrati dall’esperienza, abbiamo messo in opera anche misure per mitigare le conseguenze di nuovi possibili incidenti, come l’installazione di valvole di sicurezza e nuovi ancoraggi lungo i 27 km dell’anello: come dire che l’errore è sempre possibile, va messo in conto.

 

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COMMENTI
19/11/2009 - saldature (Italo Magos)

Come ex-ricercatore ho seguito con passione gli eventi anche perchè ho visitato l'anello e mi sento vicino. Lavoravo al CESI (CESIamarcord.it)e con correnti anche superiori a quelle indicate pur se a temperatura normale. Mi stupisce che non sia stato usato un sistema ormai collaudato di cianfrinatura che potrebbe funzionare anche a temperature così basse se non si infragilisce il materiale. Noi usavamo degli strumenti detti ponte doppio di Thomson per controllare le giunzioni. Qualcuno mi sa dire se può essere utile? Poi ho virato verso altra fisica: la metafisica (yogaapaia.it) Auguro di correre presto dietro alle particelle e di scoprire qualcosa sulla trinità della materia-energia-Qbit. Italo Magos

 
19/11/2009 - Risk Management (Dario Morandotti)

Ok anche considerando l'unicita' e la complessita' del progetto, dalla descrizione dettagliata dell'autore (a proposito: complimenti non sempre abbiamo delle descrizioni cosi' interessanti) sembra ci sia stato un "lack of project & risk management" (e forse una comunicazione un po' troppo affrettata). La serie di eventi imprevisti con effetti ad alto impatto e' tipico oggetto del risk management delle metodologie collegate e la lezione del Titanic (e Space Shuttle, ecc.) era gia' nota. Ma l'innovazione implica anche tolleranza per l'errore ed i sui effetti. Quindi, buon lavoro e buon "team building"!

 
19/11/2009 - L'ERRORE POSSIBILE (celestino ferraro)

... - ("La rimozione delle parti danneggiate con un meticoloso lavoro per assicurare la sicurezza del personale, la preparazione dei magneti di riserva (che per fortuna e anche per sana previdenza erano sufficienti, nonostante l’incidente fosse stato del 500% più devastante dell’incidente ragionevolmente prevedibile), i test a freddo in superficie e la reinstallazione dei magneti nel tunnel")... Il timore è che l'errore fatale è sempre in agguato e la "Finestra di Dio", il bosone, non sia disposto ad illuminarsi. L'Universo, l'Infinito, il Tempo: che siamo difronte a queste dimensioni? Dimensione?... Quale dimensione? CF