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FISICA/ Riparte il super acceleratore, Lucio Rossi (Cern): ecco dove abbiamo sbagliato

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È proprio su questo vorrei porre l’accento: se l’errore, quindi il nostro limite, viene messo in conto come parte ineliminabile del nostro agire, allora le nostre energie sono libere per la costruzione, e questo rende meno sospettosi gli uni verso gli altri nella corsa a “smarcarsi” dalla colpa; tutto ciò permette quindi una dinamica di comune intento che veramente moltiplica le forze. E ciò ha permesso di non solo di risalire rapidamente la china (quando le previsioni di molti scettici raccontavano di due anni e più di stop) ma anche di far fronte alle conseguenze a lungo termine delle cause dell’incidente. La connessione fatta male è stata la spia di un design sbagliato che potrebbe funzionare solo se eseguito con una precisione impensabile su una serie di diecimila e con inevitabili pressioni logistiche e di tempo. Ora sappiamo che dobbiamo intervenire su molte altre connessioni in tutto l’anello prima che l’energia possa essere spinta al massimo.

Dopo l’avvio a fine novembre, a gennaio dovremmo essere al 50% dell’energia massima e poi potremo arrivare al 70%, che è comunque già cinque volte di più del record esistente, come a dire saremo subito in “terra incognita”. Ci metteremo un paio d’anni per arrivare al massimo dell’energia di collisione e, quando ci saremo, ci saranno certo altri problemi che ci terranno occupati: migliorare ancor più le prestazioni, aumentare la luminosità, cioè la potenza con cui si illuminano le zone oscure che andiamo a esplorare, e altro ancora..

Sono andato al Cern dall’Università di Milano nel 2001, proprio per condurre la progettazione e la costruzione dei magneti superconduttori: sette anni di lavoro duro ma un’avventura esaltante e umanamente appagante. Tuttavia, anche dirigere i lavori di riparazione e soprattutto motivare e tenere unito il team che ha condotto queste riparazioni è stata una vera esperienza. Quando ormai i team erano stati dimessi o ristrutturati, la loro ricostituzione su tempi brevissimi è stata altrettanto difficile del lavoro tecnico. Si tocca con mano che le motivazioni di corto respiro non tengono e l’entusiasmo artificiale della forza della volontà non regge. Solo la convinzione che niente è perduto, veramente, perché tutto ha un senso e uno scopo può trasformare una disavventura in una vera avventura, che senza bisogno di dimenticare una virgola della rabbia, della delusione, della fatica, ci sta facendo vivere l’entusiasmo della rinascita.

 

GUARDA GLI SCHEMI CON LA ROTTURA DELL'ACCELERATORE

 

 



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COMMENTI
19/11/2009 - saldature (Italo Magos)

Come ex-ricercatore ho seguito con passione gli eventi anche perchè ho visitato l'anello e mi sento vicino. Lavoravo al CESI (CESIamarcord.it)e con correnti anche superiori a quelle indicate pur se a temperatura normale. Mi stupisce che non sia stato usato un sistema ormai collaudato di cianfrinatura che potrebbe funzionare anche a temperature così basse se non si infragilisce il materiale. Noi usavamo degli strumenti detti ponte doppio di Thomson per controllare le giunzioni. Qualcuno mi sa dire se può essere utile? Poi ho virato verso altra fisica: la metafisica (yogaapaia.it) Auguro di correre presto dietro alle particelle e di scoprire qualcosa sulla trinità della materia-energia-Qbit. Italo Magos

 
19/11/2009 - Risk Management (Dario Morandotti)

Ok anche considerando l'unicita' e la complessita' del progetto, dalla descrizione dettagliata dell'autore (a proposito: complimenti non sempre abbiamo delle descrizioni cosi' interessanti) sembra ci sia stato un "lack of project & risk management" (e forse una comunicazione un po' troppo affrettata). La serie di eventi imprevisti con effetti ad alto impatto e' tipico oggetto del risk management delle metodologie collegate e la lezione del Titanic (e Space Shuttle, ecc.) era gia' nota. Ma l'innovazione implica anche tolleranza per l'errore ed i sui effetti. Quindi, buon lavoro e buon "team building"!

 
19/11/2009 - L'ERRORE POSSIBILE (celestino ferraro)

... - ("La rimozione delle parti danneggiate con un meticoloso lavoro per assicurare la sicurezza del personale, la preparazione dei magneti di riserva (che per fortuna e anche per sana previdenza erano sufficienti, nonostante l’incidente fosse stato del 500% più devastante dell’incidente ragionevolmente prevedibile), i test a freddo in superficie e la reinstallazione dei magneti nel tunnel")... Il timore è che l'errore fatale è sempre in agguato e la "Finestra di Dio", il bosone, non sia disposto ad illuminarsi. L'Universo, l'Infinito, il Tempo: che siamo difronte a queste dimensioni? Dimensione?... Quale dimensione? CF