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BIODIVERSITA'/ Un piano contro l' "omologazione" che distrugge la vita nei mari

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In Italia lo studio della biodiversità marina ha radici storiche, riconducibili ai grandi tassonomi del passato. Questa tradizione ancora permane tanto che la comunità scientifica italiana ha compilato e mantiene aggiornata una ricchissima checklist della flora e della fauna dei nostri mari che annovera, per la sola fauna, più di 8.000 specie marine. I tassonomi italiani hanno inoltre partecipato alla stesura di un atlante di specie marine recentemente introdotte nel Mediterraneo, curato dalla Ciesm (Commissione Internazionale per l’Esplorazione del Mar Mediterraneo). Questi due strumenti, assieme a un grosso bagaglio di conoscenze ecologiche, costituiscono le basi per affrontare gli studi indirizzati alla valutazione della biodiversità nei nostri mari, dagli ambienti superficiali a quelli profondi.

Nel 2004 la Commissione Europea ha finanziato la realizzazione della rete di eccellenza Marbef (Marine Biodiversity and Ecosystem Functioning), finalizzata a coordinare gli sforzi di ricerca europei sulla biodiversità marina ed alla quale partecipano numerose istituzioni italiane. Il finanziamento comunitario è ora terminato ma in Olanda si sta costituendo l’European Institute for the Study of Marine Biodiversity and Ecosystem Functioning che assicurerà la continuazione della rete Marbef. Simili iniziative sono fondamentali per poter affrontare su ampia scala il problema della conservazione della biodiversità marina e tentare di ridurre la perdita di essa.

Una recente conferenza tenutasi al Parlamento Europeo all’inizio di novembre ha evidenziato come l’obiettivo di fermare la perdita di biodiversità entro il 2010, che ci si era prefissi nell’ambito del summit mondiale sullo sviluppo sostenibile di Johannesburg del 2002, non sia stato raggiunto. Ne consegue che grossi sforzi dovranno essere canalizzati in questa direzione negli anni a venire, poiché la biodiversità degli ecosistemi marini è essenziale per il funzionamento della nostra biosfera e di conseguenza per il benessere umano.



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