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COPENAGHEN/ Carraro (Ca’ Foscari): salvare il clima mondiale, una “mission impossible”

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Le azioni di adattamento sono necessarie, perché alcuni cambiamenti climatici sono ormai inevitabili: una tonnellata di CO2 resta in atmosfera per un periodo che va dai 50 ai 200 anni; se le emissioni raggiungono il picco tra 20 anni, le concentrazioni si stabilizzano in un lasso di tempo tra 100 e 300 anni, la temperatura dopo alcuni secoli, l’aumento del livello del mare in un periodo compreso tra secoli e millenni. In questo contesto appare quindi essenziale sviluppare strategie di adattamento agli effetti del cambiamento del clima che avremo davanti nei prossimi decenni.

Misure di adattamento vanno poste in essere in particolare nei paesi in via di sviluppo, di gran lunga i più vulnerabili, in modo di neutralizzare gran parte degli impatti negativi dei cambiamenti climatici. A tal fine, i paesi sviluppati dovrebbero mettere a disposizione di quelli in via di sviluppo risorse finanziare e tecnologiche che rendano possibile l’attuazione di azioni di adattamento. Aiutando così, per lo stretto legame tra adattamento e crescita economica, tali paesi a svilupparsi.

 

Non le sembra particolarmente complicato?

 

La valutazione economica delle azioni di adattamento è particolarmente complessa poiché richiede l’utilizzo di tecniche diverse, in quanto non tutti gli aspetti coinvolgono beni per cui esiste un mercato ed un valore monetario corrispondente; ad esempio risulterebbe difficile valutare il costo della perdita di biodiversità, del patrimonio storico/artistico/architettonico o di un paesaggio. Anche per i beni per cui esiste invece un mercato può non essere semplice quantificare tutti i danni indiretti e i costi per evitarli o ridurli. La valutazione degli effetti economici varia anche a seconda delle caratteristiche delle regioni considerate. Infatti una diversa struttura fisica, economica, politica o sociale influenza la capacità e la velocità di risposta alle pressioni dettate dai cambiamenti climatici. Inoltre, la naturale capacità di adattamento, che può contribuire a rallentare la percezione degli effetti di questi cambiamenti solitamente di medio-lungo termine.

L’adattamento, facendo parte degli elementi “chiave” del Bali Action Plan, è stato tra i temi più discussi nell’agenda delle negoziazioni pre-Cop15 e sarà tra i temi principali a Copenhagen come un aspetto che le negoziazioni devono risolvere urgentemente. Infatti, malgrado tutte le parti siano d’accordo sulla necessità di una struttura per aiutare i paesi più vulnerabili a sviluppare strategie di adattamento attraverso il trasferimento di risorse finanziare e tecnologiche, non esiste ancora un’azione coordinata su questo tema.

 

Ritiene che l’Europa possa raggiungere gli obiettivi 20-20-20?

 

La posizione dell’Unione Europea rispetto agli altri paesi industrializzati sul tema delle politiche ambientali è sicuramente da leader. Con il pacchetto legislativo 20-20-20 prevedere infatti di ridurre di almeno il 20% le emissioni di gas serra rispetto al 1990, portare al 20% la quota di rinnovabili nel consumo energetico entro il 2020, il 20% di energia risparmiata grazie a una maggiore efficienza energetica.

Per quanto riguarda questi tre obiettivi, il primo sembra possa essere raggiunto senza grande difficoltà prendendo in considerazione sia la crisi economica che ha colpito le attività industriali ed energetiche riducendo le emissioni sia il fatto che, rispetto a quanto a recentemente pubblicato dalla Commissione Europea, l’UE è in linea per rispettare in pieno gli obblighi del protocollo di Kyoto.

Per quanto riguarda gli altri due obiettivi la fissazione di target a livello europeo garantisce una certa stabilità alle politiche nazionali in queste materie ma dall’altro lato è necessario che alla base gli Stati membri adottino obiettivi obbligatori e piani di azione adeguati in merito.

 

Quali sono, se ci sono, i problemi e le difficoltà nell’utilizzo delle fonti rinnovabili?

 

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COMMENTI
30/11/2009 - potrà mai l'Italia? (Fabrizio Terruzzi)

preoccupa la capacità dell'Italia a far fronte a questi problemi, visto che la classe politica è interessata soprattutto a escort e trans. Non a caso gli stessi verdi al governo nulla hanno prodotto. Fabrizio