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MISSIONE/ La storia di Padre Burgio che insegna la scienza agli studenti africani

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L’insegnamento delle discipline scientifiche a persone che vivono in un contesto culturale e sociale diverso dal nostro è una sfida che ci pone delle domande. Perché questi ragazzi sono così curiosi ed interessati alla realtà ? Che cosa ne faranno di ciò che imparano ? Perché la scuola è così importante per questi ragazzi ?

A giugno 2008 una delegazione di docenti e studenti della scuola di Isimani è stata ospitata a Desio per un periodo di studio e di vacanza.

Il significato di questo tipo di progetto si può riassumere nei seguenti punti:

- attraverso queste attività, gli studenti italiani imparano in un modo più coinvolgente anche le discipline scolastiche, come la Fisica , l’Inglese o l’Informatica;

- si accostano a un sapere tecnologico (pannelli fotovoltaici, circuiti elettrici …) che non è secondario rispetto ad altri tipi di sapere;

- partecipano perché toccati in esigenze fondamentali quali quella di conoscere e quella di condividere, cioè di amare;

- perché si generi un’azione, non basta conoscere o possedere gli strumenti tecnologici, ma è necessaria un’educazione dell’umano.

Per l’anno scolastico 2009/10, in occasione dell’anno internazionale dell’Astronomia, tramite la rete di scuole “Albatros” e l’Associazione Euresis, si coinvolgeranno sette Istituti scolastici della Brianza per realizzare una mostra, dapprima in lingua italiana, e poi tradotta in lingua inglese, dal titolo “A che tante facelle? La Via Lattea tra scienza, storia ed arte”, che verrà distribuita, gratuitamente ad alcune scuole e centri culturali in Tanzania, Uganda , Kenya , Etiopia e Nigeria. La mostra verrà utilizzata anche all’interno delle scuole italiane della rete come strumento di diffusione della cultura scientifica.



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