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ENERGIA/ Nel futuro non c'è benzina: così si muove l'auto di domani

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In particolare la batteria litio-polimeri, evoluzione tecnologica delle batterie litio-ione, utilizza quale componente attivo materiale polimerico solido ed è una delle più recenti batterie proposte per la trazione elettrica. A differenza delle batterie litio-ione, in questi modelli i sali di litio non sono contenuti in un solvente organico ma in un composto polimerico solido quale il glicole polietilenico o il poliacrilonitrile. Pur essendo solido, tale composto permette agli ioni di transitare tra gli elettrodi e di essere sagomato come una sottile lamina. In tal modo la batteria risulta molto compatta, con una densità energetica maggiore di oltre il 20% rispetto a una litio-ione classica ed è circa tre volte migliore rispetto alle altre batterie, permettendo pesi e ingombri ridotti: è ideale quindi per applicazioni veicolari ma anche stazionarie, quando gli spazi a disposizione siano molto ristretti.

L’altra tecnologia, quella dei supercondensatori, è basata sul fenomeno del doppio strato elettrico, noto da circa un secolo ma sfruttato commercialmente da una decina d’anni. Come un condensatore convenzionale, anche un supercondensatore ha un isolante che separa due elettrodi e, quando viene caricato, ospita un campo elettrico in cui è immagazzinata energia. Molto compatti, i supercondensatori possono immagazzinare un’energia notevolmente maggiore dei condensatori convenzionali e una carica di milioni di volte superiore. La capacità può arrivare fino a 5000 farad, con la possibilità di rilasciare (oppure assorbire, ad esempio durante la fase di frenatura) energia a velocità molto elevate, 10-20 volte più alta delle batterie. Altri vantaggi dei supercondensatori rispetto agli accumulatori elettrochimici è il miglior rendimento di carica e scarica, che si traduce in una riduzione dei consumi.

 

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