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SCOPERTE/ Vulcani: i primi a studiarli furono i monaci benedettini

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Nel nome del barone Sartorius è inevitabile imbattersi parlando di Catania e del suo vulcano: lo studio della storia geologica dell’Etna non può prescindere dal suo Der Ätna un’opera tra le più significative ed esaurienti sull’argomento. Ed è singolare anche la vicenda del suo coinvolgimento nella costruzione della meridiana del monastero dei benedettini: «Come racconta Mario Alberghina in una sezione del Catalogo, il suo è stato un divertissement isolato sulla scia del maestro, il grande matematico e fisico tedesco Carl Friederich Gauss. Sartorius fu spinto dalla necessità di correggere l’errore commesso da un astronomo siciliano quando l’abate non sopportava più lo smacco di un fallimento scientifico nella sua grande chiesa. Insieme al giovane compagno geodeta Peters, il barone rifece i calcoli delle coordinate geografiche, aprì un nuovo gnomone e consegnò l’opera: una linea rossa stesa sui lastroni di marmo bianco; poi se ne andò vagando sulle pendici del vulcano».



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