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SPAZIO/ Da Galileo al Gattopardo: il Vaticano racconta la storia degli uomini e delle stelle

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Un patrimonio quindi che testimonia di una intensa attività e di una capacità di inserirsi tempestivamente nei trend di sviluppo dell’evoluzione di una scienza che ha sempre coinvolto, oltre ai ricercatori, una nutrita schiera di appassionati e di studiosi amatoriali, quali sono gli astrofili. Un esempio significativo in proposito, forte di un suo richiamo anche letterario, è l’esposizione di un telescopio appartenuto al principe Giulio Fabrizio Tomasi Principe di Lampedusa, personaggio a cui l'autore del Gattopardo si ispirò e a cui appartenevano numerosi strumenti a corredo della sua Specola privata, nella Villa ai Colli del Principe di Salina.

Infine, un terzo motivo di interesse si connette ad alcune imprese alle quali rimandano gli strumenti e i documenti esposti. Alcune sono imprese epiche, come quelle ricordate dagli strumenti e documenti relativi alle spedizioni italiane per l’eclisse totale di sole in Sicilia del 1870, del transito di Venere sul sole in Bengala nel 1874, della missione De Filippi sul Karakorum negli anni 1911-13 e alla spedizione vaticana per l’eclisse totale di sole in Russia del 1887. Altre sono imprese conoscitive di respiro internazionale: come il grande progetto internazionale della Carte du Ciel promosso nel 1887 dall’Osservatorio di Parigi per eseguire una mappa fotografica completa della volta celeste; un progetto al quale la Specola Vaticana fin dalla fondazione decise di partecipare con notevole impegno.

 

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