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SCOPERTA/ Così sapremo quando i neonati sentono dolore

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Abbiamo visto che nei bambini che provano un dolore forte gli indicatori di stress ossidativo aumentano significativamente, mentre in quelli che provano poco o niente dolore questo aumento non c'è.

 

Come è possibile valutare l’entità del dolore in un neonato che, per ovvi motivi, non è in grado di esprimersi?

 

Esistono delle scale apposite. Noi ne abbiamo creata una fatta esclusivamente con l'ascolto attento del tipo di pianto del bambino. È semplice ad usarsi e non distrae l'infermiere dal prelievo di sangue.

 

In base a questi risultati, quali sono le prospettive future nel trattamento dei neonati? Che ruolo potrebbero avere gli analgesici?

 

Il dolore dei neonati è ancora lontano dall'essere ben trattato. Abbiamo creato un efficace sistema contro il dolore chiamato "saturazione sensoriale" che si basa sull'uso di una serie di stimoli dolci, che riescono a bloccare quasi del tutto il dolore. Per gli interventi maggiori esistono farmaci utili ed efficaci come la morfina. Il dolore si può vincere: basta volerlo; e basta insegnare a farlo, senza lasciare spazio all'improvvisazione.

 

Come è regolamentata la ricerca sui neonati? Esistono linee guida su come trattare i neonati sottoposti a ricerche mediche?

 

Il neonato non può accettare o rifiutare di entrare a far pare di uno studio, dunque è importante il consenso dei genitori. Ma servono delle linee-guida che non si possano sorpassare perché i genitori e anche i comitati etici locali potrebbero non avere sempre il polso della situazione e delle potenziali implicazioni di quanto viene proposto dallo sperimentatore.

Recentemente con il professor Giuseppe Buonocore abbiamo pubblicato in una rivista scientifica svedese le prime linee-guida mondiali. Linee guida per evitare che ai neonati venga tolto troppo sangue, per evitare che vengano usati placebo quando esistono invece dei trattamenti contro il dolore già sperimentati, con cui poter confrontare farmaci e trattamenti nuovi. Abbiamo richiesto che tutti i giornali scientifici rifiutino di pubblicare studi che non si attengono a queste linee.

 

(Daniele Banfi)



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