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CLIMA/ Riscaldamento o inganno globale? Quando la scienza rinuncia all’obiettività

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Altri proxy, come i tree ring, potrebbero essere trovati in futuro inadeguati. Senza contare che lo sforzo modellistico (GCM), su cui peraltro si stanno concentrando le massime energie della scienza del clima a livello mondiale, per quanto intenso, è ancora lacunoso e non può essere usato come teorema inconfutabile. L’atmosfera è un sistema molto complesso e caotico e prevederne il comportamento, seppur in modo generale, è ancora una sfida attuale e apertissima.

Il punto semmai è un altro, e riguarda l’aspetto etico. Come si evince da altre e-mail oggetto dell’attacco hacker, vi è un diffuso senso di sprezzo per chi non si allinea al pensiero dominante (fino a felicitarsi per la morte di un collega), vi è il tentativo, o quantomeno il desiderio, di far respingere le pubblicazioni su journal peer review di chi ha una teoria diversa sul GW (e sappiamo bene che uno scienziato che non pubblica non ha la minima speranza di far carriera). E questo spirito, suppongo, è lo stesso che muove a nascondere dati che non tornano o a plasmare il reale secondo la propria idea. Così è doveroso domandarsi, questa è scienza? Io non ho teorie inconfutabili per rispondere all’annosa questione sul riscaldamento globale, anche se un’idea me la sono fatta. Però sono appassionato di quello che studio e so distinguere fra cosa è scienza e cosa non lo è. La regola è unica. La realtà è oggettiva e uno scienziato dovrebbe farsi determinare da essa. Non l’opposto.

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