Scienze
sabato 12 dicembre 2009
È notizia di qualche giorno fa l’operazione di infiltraggio telematico ai danni della Climatic Research Unit (CRU), presso l’università East Anglia (UEA). Diverse centinaia di megabite, fra mail e algoritmi usati per le ricostruzioni storiche delle temperature del nostro pianeta, sono state immesse nella rete e poste sotto la lente di ingrandimento dell’opinione pubblica. Il problema è scottante, perché rivela come la scienza del clima si muova e come quindi influenza le azioni politiche di cui il prossimo convegno di Copenhagen ne è il più chiaro risvolto.
Essendo del settore, ma soprattutto essendo un appassionato di meteorologia e clima, ho l’abitudine di dare uno sguardo a blog e forum dove si discute in materia, e cosa scopro? Scopro che, come d’abitudine, coloro che sostengono l’Antropogenic Global warming (AGW) minimizzano l’accaduto, affermando che nelle mail non è contenuto nulla di compromettente. Vado poi dall’altra parte della barricata, e trovo che gli “scettici”, coloro cioè che pensano al riscaldamento terrestre come causa della variabilità naturale, hanno trovato la prova inconfutabile per negare il GW di origine antropica. Quindi, mi domando, chi ha ragione? Cosa trapela da questi files? E soprattutto, che giudizio si può trarre da tutta la vicenda?
Il problema è essenzialmente di due ordini, uno prettamente scientifico, l’altro etico. L’IPCC (Intergovernal Panel for Climate Chage – una commissione composta da migliaia di scienziati dell’atmosfera che dagli anni ’90 studia il clima e i suoi cambiamenti, suggerendo alla politica le scelte da adottare per ridurre il riscaldamento in atto) ha da tempo rimarcato il fatto che l’uomo è il maggior responsabile dell’aumento delle temperature globali. La causa è l’immissione in atmosfera di quantità così pesanti di CO2 che la natura non riesce più ad assorbirne come invece faceva in periodo pre-industriale. La CO2 filtra i raggi solari, ma intrappola le radiazioni riemesse dalla superficie terrestre (terre, oceani, ghiacci), muovendo l’equilibrio termico verso temperature più alte. Per cui, ad aumento di CO2, corrisponde un aumento termico. Uno dei punti cruciali, quindi, è dimostrare che in passato tale aumento non si è mai verificato così intenso e così veloce, e questo è infatti uno dei cardini su cui poggia la teoria dell’AGW.
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