BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

MENDEL/ Un film sul "padre" della genetica, quando scienza e fede spiegano la realtà

Pubblicazione:

mendelR375_15dic09.jpg

 

Tra il 1851 e il 1853 studiò all’Università di Vienna dove apprese, per la prima volta attraverso Franz Unger, le teorie sulla mutazione delle specie e quella sull’antichità del pianeta Terra. Dallo stesso Unger, Mendel imparò l’applicazione della teoria cellulare di Virchow applicata alla fertilizzazione delle piante; tale tecnica lo portò ad identificare, nel 1856, la cellula uovo e il granello di polline quali elementi per la formazione di un nuovo individuo, lo zigote. Membro della Società di Zoologia e Botanica di Vienna, si rese conto presto della totale assenza di una vera analisi statistica sulla frequenza delle ibridazioni con piante.

Tornato al monastero di Brünn, come pone in rilievo il film, Mendel iniziò una serie di esperimenti con la pianta di pisello (Pisum sativum) che lo resero celebre non soltanto nella storia della scienza. Iniziò le sue ibridazioni nel 1856 e terminò i suoi studi otto anni dopo, con estrema pazienza e costanza. Tra il 1856 e il 1863, coltivò e incrociò più 30.000 piante di Pisum sativum. I suoi studi, presentati nel 1865 durante il Congresso della Società di Scienze Naturali, costituirono le fondamenta scientifiche della moderna genetica. Morì a Brünn (Moravia) il 6 gennaio 1884.

 

Giovanni Paolo II, in un suo discorso commemorativo del 10 marzo 1984, così si esprimeva: «prima di divenire uomo di cultura e di scienza, Gregorio Mendel fu uomo di fede. E tale egli restò, sapendo strettamente unire, come già altri, ma in un modo ben superiore, la vita cristiana e monastica alle sue ricerche scientifiche, e sempre mantenendo il genio della sua intelligenza eccezionale ugualmente rivolto verso il suo Creatore per lodarlo e adorarlo, e verso la creazione, per scoprire le leggi in essa nascoste dalla provvida sapienza di Dio». «Sull’esempio del suo maestro sant’Agostino - concludeva il Papa - seguendo la propria vocazione personale, Gregorio Mendel, nell’osservazione della natura e nella contemplazione del suo Autore, seppe in un medesimo slancio congiungere la ricerca della verità con la certezza di conoscerla già nel Verbo creatore, luce seminata in ogni uomo e rifulgente nell’intimo delle leggi della natura, che lo studioso pazientemente decifra».

 

CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO, CLICCA SUL SIMBOLO ">>" QUI SOTTO



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >