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SPAZIO/ Dai pianeti extrasolari alla materia oscura, le nuove missioni dell’ESA

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Lo scopo di EUCLID è quindi lo studio della materia e dell’energia oscura, uno dei temi di maggiore interesse nell’astrofisica moderna. Il canale di imaging si baserà sull’osservazione del fenomeno delle lenti gravitazionali deboli ed effettuerà una survey totale del cielo in una banda del visibile e tre bande del vicino infrarosso, che sarà di grande importanza anche per molti altri settori dell’astrofisica. Il canale spettroscopico costruirà invece una mappa tridimensionale dell’universo e della sua evoluzione negli ultimi dieci miliardi di anni permettendo così di studiare le strutture a larga scala e di misurare le oscillazioni acustiche della materia per poter porre vincoli sull’equazione di stato dell’energia oscura e sulla sua eventuale evoluzione cosmica.

La missione SPICA (Space Infrared telescope for Cosmology and Astrophysics) si prefigge l’osservazione nel medio e lontano infrarosso con sensibilità due ordini di grandezza migliori del satellite Herschel grazie a un telescopio da 3,5m e tre strumenti al piano focale raffreddati a circa 4 gradi sopra lo zero assoluto. I dati forniti da SPICA aumenteranno le conoscenze in diversi settori dell’astrofisica: dalla ricerca delle prime stelle nate nell’universo attraverso la rivelazione dell’emissione di righe dell’idrogeno molecolare, alla scoperta di dischi protoplanetari attorno alle stelle, allo studio delle galassie primordiali, del mezzo interstellare e della chimica di gas e polvere nella Via Lattea e nelle galassie locali.

La missione CROSS SCALE studierà lo spazio vicino alla Terra, soprattutto in riferimento all'interazione tra il campo magnetico terrestre e le radiazioni e le particelle emesse dal Sole. Si occuperà in particolare della quantificazione dei fenomeni di accoppiamento nel plasma cosmico a differenti scale, per meglio conoscere i meccanismi fisici indotti nel plasma. Cross-Scale utilizzerà una flotta di dieci satelliti in formazione che voleranno insieme a due satelliti giapponesi della missione gemella SCOPE. Ogni satellite avrà un carico ampiamente derivato da missioni precedenti e sarà posizionato su orbite fortemente ellittiche.

 

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