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SPAZIO/ Dai pianeti extrasolari alla materia oscura, le nuove missioni dell’ESA

galazziaR375_17dic09.jpg (Foto)

 

Sarà in collaborazione con l'agenzia spaziale giapponese JAXA la missione MARCO POLO, che ha come obiettivo lo studio di un Neo (Near-Earth Object) primitivo, con la raccolta di campioni dalla superficie da riportare a Terra per essere analizzati in laboratorio. I Neo sono piccoli corpi orbitanti attorno alla Terra (asteroidi e comete estinte) resti del processo di formazione del sistema solare. Il loro studio offre la possibilità di comprendere meglio la composizione chimica da cui i pianeti si sono formati circa 4,6 miliardi di anni fa e come si è formato ed evoluto il Sistema Solare. Inoltre si potrà comprendere meglio se questi oggetti abbiano avuto qualche ruolo nell’origine della vita sulla Terra.

Infine la SOLAR ORBITER, caratterizzata da un’orbita che la porterà a distanze dal Sole finora mai raggiunte (perielio pari a circa un quinto della distanza Terra-Sole): ha come obiettivo lo studio del Sole e dello spazio ad esso immediatamente circostante, in riferimento soprattutto alle aree non visibili dalla Terra.

In tutti questi progetti sono previsti vari contributi italiani sia di tipo strettamente scientifico che a livello delle sofisticate tecnologie richieste.

La prossima tappa di Cosmic Vision sarà a gennaio, quando l'apposito comitato Esa deciderà quali tra questi progetti accederà alla fase definitoria; per poi arrivare, con un ulteriore passaggio in febbraio, a formalizzare la proposta ufficiale. I lanci avverranno comunque non prima del 2017.

 

Michele Orioli

 

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