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SPAZIO/ Dai pianeti extrasolari alla materia oscura, le nuove missioni dell’ESA

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In conclusione dell’anno internazionale dell’astronomia, la comunità scientifica si vede proiettata verso traguardi che potrebbero aprire nuovi scenari e nuove conoscenze sull’universo. All’inizio di dicembre l'Agenzia Spaziale Europea (Esa) ha compiuto un importante passo avanti verso la fase di attuazione del programma Cosmic Vision, che selezionerà le missioni astronomiche “di punta” dell'Esa nel decennio 2015-2025. Sono stati infatti ufficialmente presentati i sei progetti medium budget (cioè quelli che richiedono investimenti non superiori a 300 milioni di euro e catalogati come classe M) ammessi alla selezione finale. Si tratta di una short list scelta dagli esperti dell’agenzia e di due consorzi privati, sulla base di una lunga analisi della strumentazione scientifica, dei costi e dei rischi, tra le decine di candidature avanzate da marzo 2007, quando venne aperto il bando.

Ecco una breve rassegna dei progetti selezionati.

La missione PLATO (PLanetary Transits and Oscillations of stars) è rivolta allo studio di sistemi planetari extrasolari, dotati di condizioni compatibili con la vita, tramite l’identificazione e l’analisi dei transiti di fronte a un grande campione di stelle e la completa caratterizzazione dei pianeti e delle loro stelle ospiti. Il satellite prevede 28 telescopi identici assemblati in una singola piattaforma e tutti puntati su uno stesso campo di 25 gradi di diametro. L’obiettivo principale della missione è identificare pianeti extrasolari di tipo terrestre e misurare le oscillazioni delle stelle intorno alle quali essi orbitano per determinare - con precisione mai raggiunta prima - la loro massa, raggio ed età. Tale obiettivo può essere raggiunto osservando costantemente due campi per un totale di circa 500 gradi quadrati coperti in cielo. Saranno monitorati, per un periodo tra i due e tre anni, tre campioni di stelle: 100.000 stelle con magnitudine tra 8 e 11, 400.000 con magnitudine tra 11 e 13-14, mille con magnitudine tra 5 e 8.

EUCLID è il risultato dell’unione di due ipotesi di missione, SPACE (SPectroscopic All-sky Cosmic Explorer) e DUNE (Dark Universe Explorer), con obiettivi simili ma tecnica osservativa diversa: ne è scaturita un’unica missione per lo studio dell’energia oscura, con due canali di imaging e uno spettroscopico.

 

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