BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCOPERTA/ Svelato il DNA del mais, i segreti di una genetica “vincente”

Pubblicazione:

pannocchiaR375_01dic09.jpg

 

Il fatto è che il genoma del mais è costituito per l’85% da sequenze di DNA mobili, i transposable elements (TE). Anche questo fatto non è propriamente una novità, perché ora sappiamo che il genoma di molte piante ed animali è costituito per la maggior parte da sequenze di DNA che possono “saltare” da un punto all’altro del genoma. È curioso invece che Barbara Mc Clintock, premio Nobel nel 1983, proprio per la sua scoperta dei TE nel mais, scrivesse nel 1950 (tre anni prima del modello a doppia elica di Watson e Crick), dopo che il suo articolo in merito era stato rifiutato dal prestigioso giornale Proceedings National Academy of Science, «the presented thesis, and evidence for it, could not be accepted by the majority of geneticists or by other biologists» (la tesi proposta e le sue prove non potevano essere accettate dalla maggioranza dei genetisti o dagli altri biologi).

Quello che non era accettato allora è oggi la parte preponderante di ogni genoma e il responsabile dell’espansione. E proprio i TE sono i responsabili della grande variabilità genetica e plasticità fenotipica che esiste nel mais e che è alla base dello straordinario aumento di produttività che i genetisti agrari hanno ottenuto in questa specie negli ultimi cento anni.

 

CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO, CLICCA SUL SIMBOLO ">>" QUI SOTTO



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >