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CLIMA/ Giuliacci: ecco perché non ha senso parlare solo di CO2

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Si, mi trovo pienamente d’accordo. Questi paesi vengono relegati ad un ruolo marginale nelle trattative. Eppure sono paesi emergenti e quindi paesi che emetteranno sempre più CO2. Se l’obiettivo è ridurre la CO2 non prendendo in considerazione questi stati che producono la metà del gas a livello mondiale, l’obbiettivo non potrà che rimanere irraggiungibile. Non si riuscirà mai a ridurre l’emissione in questo modo.

 

Che impatto avranno sulla comunità scientifica i lavori del vertice di questa settimana danese? Ci sarà un rallentamento della ricerca pensando che il problema sia risolto o gli scarsi risultati del vertice porteranno ad un’accelerazione delle ricerche?

 

Sia in caso di successo sia di insuccesso del vertice credo che i lavori di questa settimana siano uno stimolo nell’accelerare la ricerca. In caso di successo vi è quella categoria di scienziati che crede fermamente che la colpa dell’innalzamento nella produzione di CO2 non sia solo dell’uomo e che quindi sarà stimolata a dimostrare questa tesi. In caso di insuccesso l’altra categoria di scienziati, ovvero quelli che sostengono la colpevolezza dell’uomo, dovrà darsi da fare maggiormente per dimostrare che le valutazioni fatte erano corrette. Saranno dunque gli “sconfitti” dal punto di vista scientifico quelli che dovranno maggiormente impegnarsi per dimostare la loro tesi. Quindi sia in un caso che nell’altro il vertice stimola a migliorare le conoscenze in materia di clima e riscaldamento globale.

 

Quali temi richiedono ancora un incremento di studi per comprendere meglio il clima e i fattori che lo modificano?

 

Senza dubbio è da approfondire la relazione che c’è nello scambio di calore tra gli oceani e l’atmosfera terrestre. Inoltre rimane da valutare ancora l’influenza delle nubi sugli scambi radioattivi tra il suolo e l’atmosfera e il ruolo del sole. Questi sono aspetti ancora mal parametrizzati nei modelli fisico-matematici e quindi fonti di gravi errori nelle previsioni sul clima ad esempio tra cento anni. Se si parte con dei modelli che hanno gravi pecche, che credibilità dare alle previsioni?

 

(a cura di Daniele Banfi)



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COMMENTI
21/12/2009 - Ha ragione V.E.Parsi (attilio sangiani)

occorre sostenere la ricerca di tecniche sempre più raffinate ed economiche per sostituire gli idrocarbuari come fonte principale di energia. Non tanto per aderire alla ipotesi non dimostrata e probabilmente falsa relativa alla CO2 causa principale del riscaldamento globale. Ma perchè gli idrocarburi sono in esaurimento,maldistribuiti geograficamente ( purtroppo in mani inaffidabili,come i paesi arabo-mussulmani)e causa di dipendenza anche politica per l'Europa e l'Italia in particolare. Se questo sarà la conseguenza di Copenhavn,cioè la intensificazione della ricerca,non sarà un fallimento ma un grande insperato successo,specialmnete per l'Italia,che da alcuni anni si sta dotando di una robusta industria per le fonti alternative,con il sostegno di incentivi pubblici.

 
21/12/2009 - Copenaghen dei miei stivali... (claudia mazzola)

Il vertice mondiale sul riscaldamento globale è appena finito e cosa ti fa Madre natura? Gelo polare e neve ovunque, nel caso qualcuno dicesse faccia caldo. Io mi fido di più di ciò che cade dal cielo che di ciò che sento sulla terra!