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IL CASO/ Lo sapevate? Per "Science" è meglio sacrificare gli uomini anziché gli animali

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Meno di due mesi fa, esattamente il 30 ottobre, è morto Claude Lévi-Strauss, il fondatore dell’antropologia strutturale, che nei suoi cent’anni di vita ha avuto una grande influenza non solo sull’antropologia ma un po’ su tutto il modo di concepire l’uomo e le sue attività anche superiori. Chiedendo perdono per il fatto di uscire dal mio campicello, mi permetto di far notare come da tale filone di pensiero nasca l’affermazione che, citando a memoria, afferma che la distinzione tra che cos’è uomo e che cosa non lo è si limita ad un fenomeno culturale e che quindi può variare nel tempo e tra società diverse: tout se tient per dirlo nella lingua di Lévi-Strauss.



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COMMENTI
27/04/2010 - Paradossi di Etica e Scienza (Antonio Servadio)

Concordo appieno con l'articolista. Riassumerei così: Guardare le pagliuzze e non vedere le travi. E poi, "chiedendo perdono per il fatto di uscire dal mio campicello, mi permetto di far notare" che "scientismo" è anche quell'intoccabile sacralità, quella natura dogmatica attribuita -dal pubblico specialistico e non- a tutto quello che Nature e Science presentano come delle verità. Su scala casereccia e ruspante, succede qua in Italia per le sentenze del CICAP.