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SCOPERTA/ La molecola Cdk2 “aiuta” il cancro, ma non sfugge ai nostri scienziati

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Potenzialmente la somministrazione sistemica di composti in grado di inibire Cdk2 dovrebbe essere ben tollerata dai tessuti sani, dal momento che l'inibizione di Cdk2 non sembra influire sullo stato di salute delle cellule sane, ma ha effetti su cellule che posseggono Myc molto attivo come le cellule tumorali.

 

Come si è svolto il vostro studio? In che modo avete dimostrato il differente comportamento del gene Myc in assenza di Cdk2?

 

Il problema che ci siamo posti è quello di capire se ci sono geni richiesti per la proliferazione cellulare indotta da Myc e ci siamo concentrati su Cdk2, una chinasi ciclina dipendente che partecipa alla regolazione della divisione cellulare e viene espressa ed attivata in maniera considerevole in cellule che esprimono Myc a livelli elevati.

Sorprendentemente la perdita di Cdk2 in cellule che esprimono alti livelli di Myc provoca senescenza cellulare (invecchiamento cellulare). Queste cellule si dividono solo un numero limitato di volte per poi andare incontro ad uno stato di arresto permanente. Questo succede solo in cellule "alterate" ma non in cellule che esprimono livelli normali di Myc.

Quindi Cdk2 non è necessaria per la proliferazione cellulare ma serve a prevenire risposte di soppressione tumorale che Myc combatte facendo produrre alla cellula elevati livelli di Cdk2.

Questo fenomeno si verifica anche in modelli genetici murini (topo) modificati per sviluppare tumori indotti da Myc: la perdita di Cdk2 provoca la senescenza in cellule che esprimono alti livelli di di Myc rallentando l'insorgenza dei tumori e diminuendone la frequenza.

 

Il vostro studio apre la strada a possibili nuove cure per i malati di tumore: quali tipologie di neoplasia si potranno eventualmente curare attraverso gli inibitori di Cdk2?

 

Ci sono diversi tipi di tumori come linfomi, tumori del seno, del colon-retto e neuroblastomi, che posseggono livelli elevati dell'oncogene Myc e che rappresenterebbero patologie in cui valutare l'effetto e l'efficacia dell'inibizione farmacologica di Cdk2.

 

(a cura di Daniele Banfi)



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