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SCOPERTA/ Curare i tumori può essere un rischio per il cuore, ecco come evitarlo

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I tumori e le malattie cardiovascolari rappresentano le principali cause di morte nei paesi industrializzati. È possibile che con l’avanzare dell’età si sia a rischio per entrambe le patologie. Inoltre i farmaci antineoplastici possono interferire con la funzione cardiaca. In una pubblicazione del Journal of the National Cancer Institute, viene riassunto l’insieme dei potenziali effetti e dei meccanismi di tossicità di vari farmaci usati nella terapia oncologica attraverso una rassegna della letteratura scientifica. Il lavoro sottolinea l’importanza della valutazione della funzione cardiovascolare in pazienti sottoposti a terapie antineoplastiche con lo scopo di curare o prevenire gli effetti collaterali cardiovascolari che rischiano di affliggere i pazienti oncologici sottoposti a terapia o chemioprevenzione. A tale proposito abbiamo intervistato una delle autrici dello studio sulla cardio-oncologia, la dottoressa Adriana Albini, responsabile della ricerca Oncologica presso l’IRCCS MultiMedica di Milano.

 

Cardio-oncologia: un termine che può generare smarrimento nei non addetti ai lavori. Che cosa sigifica?

 

È un campo multidisciplinare che mette insieme cardiologi ed oncologi. L’idea di cardio-oncologia deriva da due aspetti fondamentali. Il primo è che con l’allungarsi dell’aspettativa di vita media aumenta le malattie cardiovascolari e quelle oncologiche (tumori). Entrambe possono coesistere nello stesso paziente. Il secondo aspetto riguarda la caratteristica di alcuni farmaci antitumorali che risultano essere parzialmente tossici per il sistema cardiovascolare. In passato, quando l’aspettativa di vita media in caso di tumore era breve, non ci si preoccupava troppo degli effetti dei chemioterapici a livello del sistema cardio-circolatorio.

 

Oggi le cose sono cambiate?

 

Oggi sempre più spesso capita che un paziente in cura antineoplastica possa soccombere per un episodio cardiovascolare come un infarto o un ictus. Questo avviene in pazienti in cui sono presenti fattori di rischio cardiovascolari e che spesso sono sconosciuti al malato. È importante sottolineare questo dato per non generare la falsa idea che la chemioterapia sia dannosa a livello cardiaco in tutti i soggetti indipendentemente dalle condizioni di partenza. L’obiettivo della cardio-oncologia è dunque quello di studiare insieme sia gli aspetti oncologici che gli eventuali rischi dei chemioterapici nei confronti del cuore. È necessario sviluppare nella pratica clinica e di ricerca la cardio-oncologia e la prevenzione cardio-oncologica.

 

Quali sono gli effetti dei chemioterapici a livello cardiovascolare? Cosa influenzano in particolare?

 

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COMMENTI
29/12/2009 - Chemio e cancro (loris SOleri)

E' ora di andare oltre, parlando di cancro. E' ora di dire chiaramente che la chemioterapia non è una terapia, è solo un business (1.341 milioni di euro l'anno su 4.142,6 di spesa complessiva per i farmaci). La frattura tra medicina commerciale e scientifica è sempre più grave e progressiva. LA CHEMIO, SU 100 AMMALATI DI TUMORE, CONSENTE A 2,3 DI SOPRAVVIVERE 5 ANNI E ALL'1% 10 ANNI. AL DI SOTTO DEL 30% DI RISULTATI UNA CURA SI RITIENE INUTILE. E la politica gioca per le lobby: il governo Prodi nella finanziaria 2007 (al comma 796, lettera Z), ha abrogato la disposizione di legge introdotta nel 1998 sotto pressione dell’opinione pubblica, la cosiddetta «legge Di Bella» (articolo 3, comma 2 D.L. numero 17 del 23 febbraio 1998, convertito con modificazioni, dalla legge 8 aprile 1998, numero 94), che consentiva al medico di prescrivere al di fuori dei vincoli burocratici ministeriali secondo scienza e coscienza, in base alle evidenze scientifiche, al momento in gran parte disattese dal prontuario del ministero della Salute. Questa legge per anni ha consentito ai medici ed ai pazienti di utilizzare farmaci di cui esisteva un razionale d’impiego scientificamente testato e ampiamente documentato, ma ignorato dalle commissioni ministeriali. Con la finanziaria 2007 la disposizione 94/98 non è più applicabile. L’attuale governo non è ancora intervenuto su queste disposizioni. La chemio è un veleno somministrato. "Medico, cura te stesso."