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SCOPERTE/ Ma cosa può importare al bosone di Higgs del dibattito darwiniano?

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In realtà più che di un dibattito nel merito, circa l’origine delle specie viventi (sul cui carattere evolutivo è difficile avanzare dubbi con qualche fondamento scientifico), si è trattato di una polemica sulla politica della scienza e sugli assetti interni di un organismo dalla vita tormentata come il Cnr.

Anche se alcuni temi trascinati nel dibattito adombrano questioni di più ampio respiro – come quella di stabilire i criteri di scientificità di una indagine o di ridefinire i confini tra indizi, prove, ipotesi e teorie – che sarebbe utile non liquidare sbrigativamente, spinti dalla preoccupazione di difendere a tutti i costi l’intoccabile totem darwiniano.  

Forse dovremo aspettare il 2010 per vedere praticata su larga scala quella apertura indicata dal matematico Laurent Lafforgue, chiamato due mesi fa dal Centro Culturale di Milano e da Euresis a commentare l’enciclica Caritas in Veritate: «Il desiderio e l'attesa della verità nella sua interezza sono amore nella conoscenza. Questo amore nella conoscenza è il vero ispiratore e motore della ricerca di tutte le verità particolari e della loro trasmissione; è questo amore a far sapere che queste verità particolari non racchiudono la verità e spingono a rimettersi in marcia. Proprio come leggiamo al paragrafo 30 dell'Enciclica: “C'è sempre bisogno di spingersi più in là: lo richiede la carità nella verità. Andare oltre, però, non significa mai prescindere dalle conclusioni della ragione né contraddire i suoi risultati. Non c'è l'intelligenza e poi l'amore:ci sono l'amore ricco di intelligenza e l'intelligenza piena di amore”».

 



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COMMENTI
31/12/2009 - Il mito dell'evoluzionismo (SM ML)

L'articolo, letto senza superficialità, mostra un certo pregiudizio nei confronti dei cosidetti "creazionisti": si crede che quest'ultimi avanzino le loro idee solo sul campo ideologico e non scientifico, squalificando in questo modo qualsiasi loro tentaivo di dimostrare l'infondatezza delle teorie di Darwin come pregiudiziale. In realtà, se si fosse avuto la bontà di partecipare al convegno in questione e di leggerne poi gli atti si sarbbe pouto constatare come il nucleo essenziale del dibattito fosse stato di natura scientifico grazie agli interventi non di filosofi ma di scienziati altamente qualificati. Mi sembra la medesima storia del "clima": i cattolici, pur di non scontentare il mondo, vanno a braccetto con certe teorie che di cattolico hanno ben poco - e ciò che è cattolico, quindi vero, non può che avere riscontri positivi nel campo delle Scienze.