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AMBIENTE/ Milano e Lodi all’avanguardia: così si produce energia dalle biomasse

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Fra qualche mese il Parco Tecnologico Padano di Lodi ricaverà l’energia per le sue attività direttamente da fonti biologiche. E ciò, oltre che essere vantaggioso per l’ambiente, è perfettamente coerente con la vocazione del Parco, che è un polo di eccellenza per le biotecnologie agroalimentari e si candida a diventare il cluster agro-biotecnologico del Sud Europa.

Quello del Parco lodigiano sarà il primo esempio di impianto integrato con fuel cell (pile a combustibile) per la cogenerazione di energia elettrica e termica da bioetanolo; il combustibile sarà prodotto mediante un processo di fermentazione delle biomasse, cioè prodotti agricoli ricchi di zucchero. Il bioetanolo verrà successivamente trasformato in idrogeno attraverso un processo detto di steam reforming affinché, dopo appropriato trattamento, possa essere inviato alla pila a combustibile che convertirà l’energia chimica in energia elettrica. Uno dei pregi di questo sistema è di utilizzare sostanze di scarto di seconda generazione, cioè che non entrano nella catena alimentare e quindi non vanno a competere con le risorse destinate a soddisfare i fabbisogni alimentari.

Il progetto, avviato circa due anni fa, è frutto di una collaborazione tra l’Università degli studi di Milano e alcuni partner qualificati come Linea Energia, Gruppo LGH, Astem e la Provincia di Lodi.

La ricerca è giunta ormai alla fase del prototipo, che sta per entrare in funzione presso il dipartimento di Chimica Fisica ed Elettrochimica dell’Università degli Studi di Milano: si tratta di un impianto pilota per la cogenerazione di energia elettrica e termica, in particolare per produrre 5 kW elettrici e, tramite un sistema di recupero del calore prodotto dalle reazioni, altri 5 kW termici. Scopo della fase di sperimentazione, come spiega Ilenia Rossetti, del medesimo dipartimento, «è di valutare l’affidabilità e la qualità delle prestazioni di tale tecnologia in condizioni operative variabili, per poterne valutare l’efficienza e stimarne realisticamente i costi; per poi avviare la produzione di impianti di questa taglia per usi residenziali ma anche di taglie superiori».

 

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