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EVOLUZIONISMO/ Quante sorprese nell’anno di Darwin: in alcuni casi sopravvive il più debole

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Per mettere alla prova alcuni assunti delle teorie evolutive darwiniane potete consultare qualche fisico o matematico, esperto in teorie dei giochi e provvisto di potenti computer, e chiedergli di simulare l’interazione fra tre specie viventi in competizione assortite in modo che, a turno, una sia sempre superiore ad un’altra. È un po’, per rendere l’idea, quello che succede in un noto gioco da ragazzi, dove si scommette mettendo sul banco a due a due un sasso, un foglio di carta e un paio di forbici: le semplici regole sono che la carta avvolge il sasso, il quale rompe le forbici e queste tagliano la carta.

Il risultato della simulazione sarà molto probabilmente lo stesso che hanno ottenuto i fisici del Center for NanoScience (CeNS) dell’università LMU di Monaco di Baviera guidati da Erwin Frey, che sono giunti a questo sorprendente responso: la specie più debole ha un’alta probabilità di sopravvivere, a scapito delle più forti. Un risultato inatteso, che sembra portare alla ribalta una sorta di “legge del più debole” in alternativa al più malthusiano criterio della sopravvivenza del più forte.

In realtà c’erano già stati, qualche anno fa, esperimenti su colonie di batteri che, essendo in competizione in modo ciclico, cioè scontrandosi a rotazione a coppie fino all’estinzione, nello stesso contesto ambientale, avevano dimostrato la sopravvivenza del più debole. In realtà i fattori in gioco in simili situazioni sono molteplici e le interazioni tra le popolazioni sono governate da leggi non ancora del tutto conosciute, dove il ruolo di coincidenze, concomitanze e aleatorietà innesca dinamiche non lineari e porta il sistema ad evolvere secondo modalità inattese.

Più in generale, lo sviluppo di un ecosistema è frutto dell’interazione di un’enorme quantità di specie differenti in competizione tra loro per accaparrarsi le risorse necessarie e spesso scarse; è un processo di tipo probabilistico le cui fluttuazioni determinano le sorti di intere popolazioni che possono arrivare ai clamorosi fenomeni di estinzione. Si stima che ogni giorno sulla Terra si estinguano una cinquantina di specie viventi. Sono eventi probabilmente inevitabili e ancora non ben compresi che stanno impegnando gli studiosi di ecologia teorica e di biofisica nell’intento di individuare le condizioni e i meccanismi che regolano la biodiversità sul Pianeta.

Il meccanismo della dominanza ciclica, oggetto della simulazione di Frey e descritto in un recente articolo su Physical Review Letters (“Zero-one xxxx behavior of cyclically competing species”), è uno dei più interessanti e si verifica in numerosi ecosistemi, quando delle sotto-popolazioni si trovano a prevalere una sull’altra a rotazione: è il caso, citato da Frey, degli invertebrati della barriera corallina o delle lucertole di molte zone della costa interna della California.

I risultati di questi studi basati sulle simulazioni computerizzate gettano quindi una nuova luce per la comprensione dello sviluppo degli ecosistemi naturali, contribuendo a vivacizzare il panorama culturale dell’anno darwiniano appena iniziato; ma potranno anche fornire utili indicazioni per elaborare nuove metodologie di gestione ambientale e nuove strategie di protezione e conservazione e delle specie.



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