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EVENTI/ Milano e Lombardia dedicano una settimana alla Chimica. Per quale motivo?

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È entrata nel vivo la “Settimana della Chimica in Lombardia”, una kermesse che si svolge dal 16 al 22 febbraio e che sta coinvolgendo studenti, insegnanti e famiglie alla scoperta della chimica e delle sue applicazioni. Un incalzare di esperienze nei laboratori universitari, visite alle aziende e ai musei d’impresa, percorsi interattivi negli i.lab del Museo della Scienza milanese, seminari di approfondimento, iniziative delle scuole (mostre, laboratori, giochi), percorsi tematici, incontri di orientamento.

L’evento nasce nell’ambito del Progetto Lauree Scientifiche del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca con l’obiettivo di avvicinare i giovani alla chimica mettendoli a diretto contatto col mondo della ricerca e della grande varietà delle sue applicazioni. In particolare la manifestazione è promossa da Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia, Assolombarda, Confindustria Lombardia, Federchimica, Unione degli Industriali della provincia di Brescia, di Como e di Varese, Università degli Studi di Milano, Università degli Studi di Milano-Bicocca, Università dell’Insubria, Università degli Studi di Pavia, Museo della Scienza e della Tecnologia, Società Chimica Italiana e varie imprese.

La settimana si è aperta lunedì con il convegno La Società Chimica In Lombardia: crocevia fra Università, Industria e Associazioni Tecniche, tenutosi all’auditorium “Fast” come manifestazione celebrativa del centenario della Società Chimica Italiana (SCI). E proprio col presidente della sezione lombarda della SCI, Stefano Rossini, abbiamo cercato di approfondire motivazioni e prospettive dell’evento.  

 

 

Da dove nasce l’esigenza di promuovere una settimana della chimica rivolta prevalentemente ai giovani?

 

Fondamentalmente nasce dall’obiettivo di portare risorse al mondo della chimica, inteso in primo luogo come il mondo dell’industria chimica. Nel panorama italiano infatti l’industria di questo tipo gioca ancora un ruolo ancora molto importante: è uno dei settori industriali maggiori del nostro Paese. A ciò si aggiunge anche, e da un punto di vista più fondamentale, la volontà di promuovere la cultura chimica nel nostro Paese dove, occorre dirlo, non è propriamente diffusa.

In terzo luogo è nostra intenzione raggiungere, invogliare e stimolare i giovani delle scuole superiori. Questo perché ci siano sempre più nuove leve spinte a intraprendere un percorso che le porti ad essere attive nel campo della ricerca e dello sviluppo della chimica. Ciò anche in una prospettiva lavorativa: infatti la chimica è una scienza così trasversale da riuscire a interessare numerosi settori industriali, non solo quelli indicati come tradizionali.

 

La scelta di Milano e della Lombardia per questa iniziativa non è casuale

 

È vero; infatti dobbiamo ricordare che non solo la Lombardia è il polo italiano in cui l’industria chimica è di gran lunga più concentrata, ma anche che la nostra è una delle regioni più rilevanti in tale settore dal punto di vista europeo. È il primo polo in Europa a livello di numero di imprese e il secondo per numero di addetti.

 

L’organizzazione della Settimana della Chimica vede insieme diverse realtà accademiche, associative e industriali: come è in Italia (e nella chimica in particolare) il rapporto tra queste realtà? Si potrebbe fare altro, o di più?

 

Sicuramente il rapporto gode oggi come oggi di un’ottima salute. Chiaramente occorre sempre tener ben distinti gli obiettivi specifici di ogni ente preso in considerazione. Ad esempio, la Società Chimica Italiana ha come obiettivo la promozione della cultura chimica, Federchimica quello dell’industria chimica, le Università quello della ricerca, dello sviluppo e della conoscenza in campo chimico; ma alla fine tutte queste realtà hanno stabilito fra di loro una forte collaborazione. Che i rapporti siano piuttosto buoni non può comunque significare che non si debba migliorare ancora. È auspicabile che queste diverse “gambe del tavolo”, appunto la SCI, Federchimica, l’Ordine dei Chimici, tanto per rammentare le maggiori realtà, operino perfettamente in sintonia per promuovere quella che in senso lato chiamiamo cultura chimica.

 

Quale sarà la parte che la Società Chimica Italiana sosterrà in questa direzione?

 

La SCI è un’associazione dove la gran parte delle persone lavorano come volontari e la presenza sul territorio è demandata alle varie sezioni. La sezione lombarda è la maggiore su scala nazionale. Il coinvolgimento in questa occasione è diretto perché quest’anno la nostra società festeggia il proprio centenario e quindi abbiamo ritenuto opportuno inserire la nostra manifestazione di celebrazione, tenuta qui a Milano, nell’ambito della settimana della chimica.

In primo luogo vogliamo portare il messaggio di come la cultura e la scienza chimica abbiano radici profonde in questa parte d’Italia. A Milano nacque la prima forma di associazionismo chimico che era la Società Chimica di Milano, nel 1895 e che fu, tra l’altro, uno dei promotori della Fast, cioè della Federazione delle Associazioni Scientifiche e Tecniche.

 

La società Chimica ha quindi una lunga storia: che cosa l’ha più colpita negli inizi di tale storia e che insegnamenti può dare per l’oggi?

 

C’è un insegnamento importante. La nostra società nacque proprio per uno sforzo condiviso tra industriali dell’epoca, rappresentanti di un’industria quindi in formazione, e docenti dell’Accademia. Questi, per quanto si riesce a capire recuperando i diversi documenti del passato, avevano un’eccezionale predisposizione mentale per lavorare insieme e sinergicamente. Un simile atteggiamento deve rappresentare un’impostazione e un metodo da recuperare in funzione anche di quanto si diceva prima. Lo ripeto: benché le due entità di industria e accademia debbano mantenere la loro specifica individualità di missione io penso che sia importante e vincente il fatto che ci sia un profondo connubio scientifico e non ci si limiti a qualche sporadico finanziamento e a collaborazioni di facciata. Un impegno dunque maggiormente sentito dove scienza e tecnologia abbiano pari dignità e si riuniscano sinergicamente, è più che auspicabile. Mi auguro che questa settimana offra lo spunto per cominciare a lavorare in questa direzione.



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